Opinioni

Renzi oggi vota contro Salvini (Italia Viva si era astenuta)

Amedeo La Mattina su La Stampa ci fa sapere che oggi Matteo Renzi prenderà la parola in Aula e annuncerà il suo sì al processo a Matteo Salvini per Open Arms. Nella Giunta per le autorizzazioni a procedere a maggio gli esponenti di Italia Viva non avevano invece partecipato al voto perché “dal complesso della documentazione prodotta non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno dei fatti contestati”: questo disse all’epoca il capogruppo IV in Giunta per le autorizzazioni del Senato Francesco Bonifazi.

I voti renziani sono l’ago della bilancia che tiene in piedi il governo Conte e negli ultimi tempi l’ex sindaco di Firenze ha usato parole positive e “costruttive” nei confronti del presidente del  consiglio, soprattutto dopo il successo italiano della trattativa a Bruxelles sul Recovery Fund. Senza i suoi 18 senatori non sarebbe possibile raggiungere quota 160, cioè la maggioranza qualificata necessaria per l’autorizzazione a procedere. Salvini era convinto che alla fine quella di Renzi fosse tutta una messinscena per trattare su più tavoli, anche sulle presidenze delle commissioni parlamentari che hanno visto ieri la maggioranza traballare vistosamente.

matteo renzi porta a porta

Ma l’obiettivo del leader di Italia Viva era portare innanzitutto Luigi Marattin e Raffaella Paita alla presidenza delle commissioni Finanze e Trasporti della Camera. Due commissioni strategiche, soprattutto la prima dove passano tutti i provvedimenti economici e si giocheranno molte delle misure legate al discostamento di bilancio di 25 miliardi e tutto quello che a cascata arriverà dall’Europa del Recovery Fund. Anche la commissione trasporti è nevralgica, visto che molte delle decisioni sulle infrastrutture arrivano sul tavolo del presidente.

I renziani negano ovviamente che il sì all’autorizzazione a procedere sia legato a queste due presidenze, ma piuttosto esprimono grande soddisfazione per un altro fatto accaduto ieri in Parlamento: nella risoluzione di maggioranza sul Piano nazionale per le riforme, approvato con una robusta maggioranza di 170 voti, c’è scritto nero su bianco «l’impegno» del governo a utilizzare «gli strumenti già resi disponibili dall’Ue». In altre parole, non solo il Recovery Fund, ma anche il fondo Sure, le risorse della Bei e proprio il Mes, la bestia nera dei 5 Stelle.

Insomma, è andata così: gli esponenti di Italia Viva in Commissione si sono beccati una marea di critiche a maggio sul web per quella decisione (ma anche se avessero votato sì non sarebbero stati decisivi) che oggi viene cambiata anche se non sembra nel frattempo emerso nulla di nuovo dalle carte (che comunque potevano leggere già all’epoca) che potesse far loro cambiare idea. Così prima sono passati (a torto) per i salvatori di Salvini e oggi passeranno per quelli che hanno cambiato idea in cambio di chissà cosa. Raffinate strategie politiche per superare la soglia di sbarramento ne abbiamo?

EDIT: Oggi Davide Faraone di Italia Viva ad Agorà dice: “Dalle carte abbiamo visto e approfondito che c’è una responsabilità oggettiva, secondo noi, dell’intero governo. Io non credo che allora il comportamento esclusivamente sbagliato fosse soltanto quello di Salvini. Allora quel comportamento sbagliato era di un governo”. Ma se la responsabilità è di tutto il governo e in commissione questo li spinse ad astenersi, allora perché oggi votano l’autorizzazione a procedere?

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