La macchina del funky

Renzi in fuga dai duelli con Di Maio e Meloni

matteo renzi ciriaco de mita

Ieri abbiamo parlato degli sfottò di Matteo Renzi a Beppe Grillo che scappa dal confronto con il premier sul referendum costituzionale. Oggi Il Fatto Quotidiano racconta l’altro lato della storia, che vuole il presidente del Consiglio in fuga dai confronti proposti con Luigi Di Maio e Giorgia Meloni:

LA VERSIONE di quelli con cui lui il confronto lo vuole evitare, ovvero Luigi Di Maio, Giorgia Meloni, Matteo Salvini è un’altra: a scappare è il presidente del Consiglio. Perché gli avversari,dicono, li sceglie in base all’età. “Sono disponibile a incontrare Renzi quando vuole”, dichiara ufficialmente Di Maio, ieri mattina. E la Meloni (che peraltro, rientrerebbe nei criteri del premier, come presidente di Fratelli d’Italia) ci va giù dura: “Renzi si sceglie gli avversari, gente che usa come cavallo di Troia. Si dovrebbe confrontare anche con persone chenon sono arrivate alla pensione”. Spiega: “Io mi presto a far da cavia”. Poi racconta: “Gira voce che la Boschi non voglia incontrare le donne. Vorrebbe dire guardare alla forma e non alla sostanza”.
E Salvini (leader della Lega,nonché giovane):“Ren zi, perché scappi dai confronti tv? Io ci sono. Pronto a qual siasi dibattito”. In serata anche Beppe Grillo chiarisce: “Caro Matteo, stai girando come un piccolo gerontofilo a caccia di anziani per talk-confronti televisivi. Ma noi abbiamo un vicepresidente bello giovane”. Anche Di Battista si offre. Ma dietro il gioco delle dichiarazioni c’è un lavorio politico e mediatico sui duelli. I Cinque Stelle raccontano che non c’è verso che qualche emittente convinca il premier a incontrare Di Maio.

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Spiega Paola Zanca che per Renzi la questione è anagrafica, mentre per la Boschi sarebbe una questione di avversari:

Maria Elena Boschi invece avrebbe chiesto espressamente di confrontarsi con il vicepresidente della Camera. Ma il M5s ha risposto che lei può vedersela solo con Alessandro Di Battista. E l’intesa pare vicina, con i 5 Stelle che chiedono una data per fine novembre,“a ridosso del voto”. Da definireil luogo, ovvero la trasmissione. La battaglia prima che sullo schermo, è dietro lo schermo. Dove la strategia del segretario-premier è evidente: battere sul cambiamento, presentarsi come il futuro, mettere in scena sé stesso, giovane,contro gli altri, vecchi. Una versione piuttosto forzata della Rottamazione, ma tant’è. E gli altri, che cercano di scoprire il gioco, di stringerlo all’angolo, di dimostrare che non è il più giovane che c’è.

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