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Alla fine ce l'ha fatta: Renzi finisce sulla pagina social della Lega

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Renzi

Il maiuscoletto per gridare ai fan il lieto evento: Matteo Renzi ha firmato il Referendum sulla Giustizia. Un’esultanza che non parte dalla pagina social di Italia Viva, ma da quella della Lega che ha celebrato su Facebook, Instagram e Twitter l’appoggio pubblico e formale dell’ex Presidente del Consiglio alla loro mobilitazione dal basso per chiedere la modifica di alcuni elementi giudicati critici e da riformulare.

Renzi firma il referendum sulla Giustizia e finisce sui social della Lega

La convergenza tra i due Matteo, dunque, prosegue. Anzi, si rafforza. La firma per chiedere il referendum e quell’apprezzamento social partito dai canali ufficiali del Carroccio arrivano dopo che i due partiti – Lega e Italia Viva – hanno fatto fronte comune in Commissione Giustizia al Senato (prima) e nell’Aula di Palazzo Madama (poi), sul ddl Zan. Perché il partito di Matteo Renzi ha proposto – di fatto – le stesse modifiche al disegno di legge per contrastare l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo chieste dal Carroccio.

Un tentativo naufragato in Commissione, ma che si è ripetuto in Aula: oltre ai quasi 700 emendamenti al ddl Zan presentati dalla Lega, ce ne sono anche alcuni firmati Italia Viva. E i concetti di base criticati sono esattamente gli stessi. Insomma, una Italia Viva che oggi, con la firma sul referendum per la riforma della Giustizia, si Lega ancor di più.

Quali sono i punti richiesti da Salvini

Ma cosa vuole cambiare Salvini (sostenuto anche dai Radicali) con questa raccolta firme che potrebbe portare a un referendum? Sono sei i punti centrali: La riforma del Csm, l’equa valutazione dei magistrati, la responsabilità diretta dei magistrati, la separazione delle carriere, l’abolizione della legge Severino e i limiti agli abusi della custodia cautelare. E Matteo Renzi, firmando in quel gazebo, ha deciso di dire sì a tutte queste mozioni.

(foto: da pagina Facebook Lega – Salvini premier)