Opinioni

Renzi dice che il candidato ministro M5S ha aiutato a scrivere la Buona Scuola

Salvatore Giuliano, il candidato del M5s alla Scuola, “è un nostro amico, è un consulente della Giannini e della Fedeli. È un preside, anche bravo, che ci ha aiutato a scrivere la riforma della Buona scuola”, ha detto Matteo Renzi oggi a Repubblica TV parlando del “candidato ministro” alla Pubblica Istruzione presentato oggi dal M5S. “In tanti momenti, anche di polemiche e insulti, lo ricordo darmi il sostegno pubblico: ‘presidente sono con lei, vada avanti’. La nota di oggi? Penso che ce l’abbia fatta Casaleggio”, ha poi aggiunto il segretario del PD. Ma c’è di più.

salvatore giuliano luigi di maio

Tre anni fa, nel pieno del dibattito sulla Buona Scuola, Salvatore Giuliano con altri tre dirigenti lanciò un appello intitolato «Io non sciopero e voglio migliorare il ddl» per prendere le distanze dalla manifestazione organizzata dai sindacati. Uscì su tuttoscuola.com il 27 aprile 2015. In altri post del sito Salvatore Giuliano ha difeso altri argomenti della riforma, come le competenze assegnate al dirigente scolastico. Oggi Giuliani, dopo la comparsata a L’Aria che Tira, sulla Buona Scuola ha rilasciato una nota stampa in cui afferma: “Tutta da buttare e da riscrivere da capo. Alle assunzioni fatte, e che restano, ne faremo altre. Ci tengo a far sapere inoltre che mi sono dimesso dal sindacato ANP il giorno successivo alla dichiarazione avvenuta in un convegno, dove ANP utilizzava il termine “docente contrastivo” con riferimento ai docenti contrari alla buona scuola”.

salvatore giuliano buona scuola

Riguardo lo sciopero del 5 maggio 2015, Giuliani oggi sostiene: “Non scioperai in occasione dello sciopero del 5 maggio contro la 107 poiché coincideva con le prove invalsi. Insieme a tanti docenti e dirigenti sostenemmo che la 107 andava superata”. Nell’intervista a Tuttoscuola di un paio di anni fa diceva:

Preside, anche lei teme che i nuovi poteri attribuiti al dirigente scolastico dal ddl ‘La Buona Scuola’ possano dare luogo ad una deriva autoritaria o clientelare della scuola italiana?
Assolutamente no. Molte delle funzioni che da più parti vengono indicate come ‘poteri inquietanti’ sono già previste da norme di legge vigenti. Si tratta evidentemente di attuare un principio sacrosanto: ‘Autonomia Responsabile’. Un sistema che basandosi sulla valutazione dei risultati e dell’operato di tutti gli operatori del mondo della scuola possa contribuire al suo miglioramento. Una proposta che preveda una rendicontazione mi sembra una proposta da Paese serio e normale.

Il testo dell’appello pubblicato dalla rivista specializzata Tuttoscuola invece non lascia adito a dubbi: “Pur riconoscendo che il DDL 2994 Giannini-Madia-Padoan sia suscettibile di elementi migliorativi e di chiarimenti interpretativi ne difendiamo con forza l’impianto e il coraggio con il quale interviene a riformare la scuola con l’obiettivo di rinnovarla e renderla rispondente ai bisogni della società complessa”. Definendo lo sciopero “demagogico”, contro un DDL che invece “interviene finalmente a precisare e definire i contorni dell’autonomia scolastica, per la quale abbiamo sempre tutti lamentato un’esistenza di principio ma una sostanziale inesistenza di fatto”. Mentre “il catalizzarsi della protesta contro quello che è stato definito lo strapotere dei presidi sceriffi è almeno anacronistico”. D’altra parte, scrivevano gli autori dell’appello, tra cui il possibile ministro 5 stelle, “non ci sono scuse stavolta. Nessuno può parlare di tagli. Nessuno può parlare di precariato. Nessuno può parlare di distruzione della scuola pubblica”.

Anche perché la riforma “incrementa sensibilmente, come mai accaduto in passato, le risorse destinate alla scuola attraverso numerosi strumenti, dall’organico dell’autonomia, con il quale sara’ possibile arricchire la proposta didattica, garantire ampie opportunità formative, personalizzare il curriculum degli studenti, all’incremento del fondo delle istituzioni scolastiche, all’investimento sulla formazione e sull’autoformazione dei docenti, attraverso lo strumento personale della carta per la formazione e l’aggiornamento del docente, fino ad arrivare alle risorse per l’edilizia scolastica e al bonus per la valorizzazione del merito dei docenti”.

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