La macchina del funky

Renzi come Silvio: smentisce il Corriere su Marino

ignazio marino droghe

Su alcuni quotidiani oggi vengono attribuiti al presidente del Consiglio ‘virgolettati’ e valutazioni su Roma e sul sindaco Ignazio Marino che Matteo Renzi non ha mai pronunciato. Lo affermano fonti di Palazzo Chigi: una smentita vecchio stampo, quella fatta passare per le agenzie di stampa questa mattina, e che ricorda in tutto e per tutto quelle che Silvio Berlusconi faceva scrivere tutte le mattine a Bonaiuti per incalzare Repubblica o il Corriere. Ma stavolta la smentita fa rumore perché i virgolettati su Marino che Renzi ha smentito erano più o meno gli stessi dei giorni scorsi, e mirano, come si sa, a cacciare il sindaco di Roma – sulla stessa linea del Fatto (oggi Marco Travaglio intitola il suo editoriale “Ignaro Marino”) e dei grillini – per far fronte alla crisi di consensi del governo, attribuita alle inchieste di Mafia Capitale anche se cominciata di fatto molto prima. E allora, chi smentisce Renzi? Alcuni indizi potrebbero far pensare che nel mirino del premier ci sia Maria Teresa Meli, agiografa di Renzi sul Corriere della Sera, che oggi ha esordito proprio con virgolettati del premier nel suo articolo in cui dà per morto Marino:

«Marino non è in grado di proseguire». Lo dice così, nel suo linguaggio che lascia pochi spazi alle ambiguità, il premier. Lo dice ai fedelissimi che riunisce prima delle cose «veramente importanti», ossia il vertice sulla Grecia di ieri e quello di giovedì sull’immigrazione. La lascia cadere in questo modo — il suo modo — e poi con voce pacata ma ferma aggiunge: «Su Roma ci saranno delle sorprese imminenti». Per farla breve, il preavviso di sfratto a Ignazio Marino è stato dato. Adesso tocca al sindaco raccoglierlo. «E delle truppe cammellate che si è portato dietro per farsi applaudire a me non importa niente, ma proprio niente», spiega Renzi ai suoi. E aggiunge. «Notoriamente per essere un bravo sindaco bisogna essere onesto, qualità che Ignazio, a cui voglio molto bene, ha senz’altro. Quello che deve dimostrare eche finora non ha dimostrato è di saper governare una città. Io lo aspetto a questa prova. Lui mi ha sfidato alla festa dell’Unità, vedremo chi la vince».

marino renzi
Frasi pesanti, pesantissime e assolutamente “renziane”, per come è stato dipinto da sempre l’atteggiamento del presidente del Consiglio. Gli altri virgolettati attribuiti al premier sono sul Messaggero, e annunciano lo stop al decreto sul Giubileo:

Niente decreto per il Giubileo. Né oggi e probabilmente neppure in settimana. Lanciato ufficialmente l’avviso di sfratto a Ignazio Marino, Matteo Renzi adotta la tecnica del temporeggiatore nella speranza che il sindaco getti la spugna, oppure sia il “verdetto” del prefetto Franco Gabrielli sul commissariamento a fare chiarezza. «Il provvedimento è sospeso, in stand-by. Prima di vararlo sarebbe il caso che ci fosse in Campidoglio qualcosa che assomiglia una svolta…», dicono a palazzo Chigi, dove si chiedono come faccia Marino a dire di voler continuare a resistere: «Sembra un marziano, anzi qualcosa di più. Ripete di voler arrivare al 2023 perfino nel giorno in cui ha perso un assessore». Al secolo: il renziano Guido Improta, responsabile dei Trasporti.

Insomma, l’obiettivo di Renzi sembrano proprio essere il Corriere della Sera e quella Maria Teresa Meli che in altre situazioni era invece stata interlocutrice privilegiata per fare passare i messaggi del premier. Ah, la riconoscenza…