Opinioni

Renzi all'attacco di Rocco Casalino

renzi casa rocco casalino

Rocco Casalino, capo della comunicazione M5S, è passato “dalla casa del Grande fratello alla ‘casa del grande Senato'”. Matteo Renzi, presidente del Consiglio, lo dice a Caserta per “Basta un Si”, in diretta su Unita.tv, commentando le notizie secondo le quali Casalino – già concorrente del Grande fratello 1 – vivrebbe in un appartamento il cui affitto viene pagato con i fondi pubblici destinati al partito di Grillo. “Come è possibile che i soldi dell’attività parlamentare continuino a restare per pagare gli appartamenti dei membri del gruppo”, si chiede Renzi. “Dovevano cambiare tutto e invece giocano con le firme false- attacca il presidente del Consiglio rivolto agli eletti M5S- sono garantisti a giorni alterni, pagano le case e da onestà onestà sono passati a omertà omertà”.
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A che si riferisce Renzi quando parla dei soldi pubblici per gli appartamenti dei membri del gruppo? Si riferisce a questo articolo dell’Espresso che risale al marzo 2015 firmata da Paolo Fantauzzi. L’Espresso racconta che dall’inizio della legislatura (quindi due anni circa rispetto alla data di pubblicazione dell’articolo) il MoVimento 5 stelle aveva speso al Senato 160mila euro per pagare l’affitto di casa ai dipendenti della comunicazione, che sono notoriamente scelti dalla Casaleggio Associati:

Un manipolo di fedelissimi (qualcuno è arrivato a Roma direttamente dalla srl del guru), scelti “su designazione di Beppe Grillo” come recita il codice di comportamento degli eletti e che si è accasato in una delle più belle zone di Roma, compresa fra il Pantheon e via Giulia. L’affittuario più noto è il coordinatore dello staff Rocco Casalino, divenuto celebre come inquilino di un’altra casa: quella del Grande Fratello (all’interno della quale, in tempi pre-Movimento, si dichiarava convinto sostenitore di Rifondazione comunista). Quando a fine 2012 provò a candidarsi per le elezioni regionali in Lombardia, ai militanti che lo criticavano sul blog per il suo passato televisivo rammentò la dura infanzia in Germania, in un piccolo appartamento dove il padre “per risparmiare non accendeva mai i riscaldamenti”.
Tempi quanto mai lontani, fortunatamente: dall’estate del 2013 l’ex gieffino ha trovato insieme a un collega il suo buen ritiro al quinto piano di un bellissimo palazzo secentesco in via di Torre Argentina, fatto costruire da una nobile casata viterbese e da due secoli di proprietà di una storica famiglia romana. Una stupenda casa a due passi dal Pantheon: per le sue due camere, il salone e i due bagni il gruppo parlamentare ha speso finora 40 mila euro di affitto.

Poco prima Renzi aveva minacciato di querelare chi dice che il PD spende soldi pubblici per il sì. Sarà il suo modo per tranquillizzare il paese durante la campagna elettorale.