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Regionali, la mossa della Lega per salvare Salvini: anche in Lombardia Election day il 12 e 13 febbraio

Asia Buconi|

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La proposta arriva dalla Lega: andare a votare per le Regionali il 12 e 13 febbraio anche in Lombardia, in modo che le elezioni si svolgano contemporaneamente a quelle nel Lazio. La decisione, che sarebbe arrivata all’unanimità, è stata presa nel contesto del consiglio federale del Carroccio, in corso in via Bellerio, dopo aver ascoltato i pareri del governatore lombardo Attilio Fontana e del coordinatore regionale Fabrizio Cecchetti. Fonti della Lega hanno fatto sapere come il Consiglio “ritiene auspicabile accorpare le elzioni regionali lombarde con quelle del Lazio previste il 12 e 13 febbraio 2023”.

“Ho condiviso totalmente la posizione, di ovvio buon senso, espressa oggi dal Consiglio federale della Lega sull’auspicio di accorpare le elezioni regionali della Lombardia con quelle del Lazio previste per il 12 e 13 febbraio 2023. Del resto anche cinque anni fa le due Regioni avevano votato nello stesso giorno”, questo il commento di Fabrizio Cecchetti, segretario d’aula alla Camera dei deputati e coordinatore regionale lombardo della Lega Salvini Premier.

Election day il 12 e il 13 febbraio anche in Lombardia: la proposta della Lega per salvare la leadership di Salvini

Una richiesta, quella della Lega, che è stata possibile grazie alla modifica della legge elettorale appena approvata dal Consiglio regionale, che stabilisce come le elezioni in Lombardia possano tenersi in una data compresa tra il 5 febbraio e il 7 maggio 2023. Secondo alcuni, l’intento del Centrodestra con la richiesta appena presentata è quello, neanche troppo celato, di anticipare il più possibile l’election day in Lombardia in modo da non dare troppo spazio alla campagna elettorale del candidato per il Centrosinistra Francesco Majorino e a quella di Letizia Moratti, che scenderà in campo col Terzo Polo.

Anche perché il segretario leghista Matteo Salvini sa bene che sulla partita delle Regionali, specie per quel che riguarda il Pirellone, è in gioco la sua leadership all’interno del partito, seriamente messa in discussione nell’ultimo periodo visto il crollo del Carroccio nei sondaggi. Nel Lazio, invece, l’obiettivo è strappare la vittoria al Pd, che scenderà in campo con l’ex assessore alla Sanità Alessio D’Amato, appoggiato pure dal Terzo Polo (specie da Calenda). Anche se qui non c’è ancora nessun nome per il Centrodestra, dove al momento circolano quelli del deputato di FdI Trancassini, della fedelissima della Premier Meloni Chiara Colosimo, del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli e, infine, del presidente della Croce Rossa Francesco Rocca.