Economia

Reddito di cittadinanza, tre miliardi spesi per creare mille posti di lavoro

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Tre miliardi di spesa per mille posti di lavoro creati. Il Messaggero scrive oggi che secondo fonti sindacali è questo il bilancio del reddito di cittadinanza: i percettori del sussidio che hanno trovato un impiego dopo aver siglato i patti per il lavoro sono al momento meno di mille. Il tutto su un totale di oltre 700mila beneficiari occupabili. Risultato? La fase due del reddito di cittadinanza, quella degli inserimenti nel mondo lavorativo, non solo non decolla, ma rischia addirittura di far precipitare tutta l’impalcatura su cui si regge la misura cara ai Cinque stelle.

Sul piano occupazionale, l’impatto nullo trova conferma anche negli ultimi dati dell’Istat, che a ottobre ha registrato una crescita degli occupati, in aumento di 46mila unità, grazie però soprattutto al balzo degli autonomi (+38mila sul mese di settembre). Dunque se l’occupazione è tornata a salire, non è certo per effetto del reddito di cittadinanza. Attualmente l’Anpal sta incrociando le banche dati per fornire al ministero del Lavoro una fotografia dettagliata delle situazione. Dagli ultimi dati disponibili, aggiornati al 30 settembre, emerge che erano 18mila i beneficiari del reddito, che avevano trovato un impiego con le vecchie procedure.

Parliamo di persone già in carico ai centri per l’impiego, che non sono passati attraverso i navigator e non hanno firmato i patti per il lavoro. Alla luce di questo, nella migliore delle ipotesi, al momento sarebbero poco di più di ventimila i percettori che hanno rimediato un posto, dei quali solo una minima parte grazie al nuovo meccanismo. A conti fatti, meno di un beneficiario occupabile su 30 ha ottenuto un contratto di lavoro grazie al reddito di cittadinanza. Il bonus però è già costato allo Stato circa 3 miliardi di euro.

reddito di cittadinanza
Dove va il reddito di cittadinanza (Il Messaggero, primo dicembre 2019)

Infine, la stragrande maggioranza dei percettori del sussidio che hanno trovato lavoro si è dovuta accontentare di un contratto a tempo determinato. Sulla base degli ultimi dati forniti dall’Anpal, soltanto il 18 per cento dei 17.637 beneficiari del sussidio assunti tra aprile e settembre ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato.

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