Economia

Reddito di cittadinanza, in arrivo la stretta

Stando a quanto emerso dai controlli condotti dalle Fiamme Gialle, un’ampia schiera di percettori del sussidio non rinuncia a giocare somme importanti di cui non è nota la fonte di provenienza

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Sul reddito di cittadinanza si cambia. C’è l’ipotesi di rivedere i criteri in base a cui si stabilisce la somma a cui un beneficiario ha diritto e dunque di ritoccare le scale di equivalenza. Perché con il meccanismo attuale le famiglie numerose risultano penalizzate rispetto ai single. Ma soprattutto, saranno inasprite le sanzioni anti-furbetti. Mentre balla anche un altro correttivo: quello di impedire o ridurre l’uso dei contanti consentendo di spendere soltanto attraverso le carte di credito. Spiega oggi Il Messaggero:

Stando a quanto emerso dai controlli condotti dalle Fiamme Gialle, un’ampia schiera di percettori del sussidio non rinuncia a giocare somme importanti di cui non è nota la fonte di provenienza. Non è escluso che la somma che è possibile prelevare con le card venga ridotta, da 100 a 50 euro per i beneficiari single per esempio, per far sì che il reddito di cittadinanza non venga disperso.

Difficilmente invece il nuovo governo metterà mano ai requisiti di cui è necessario essere in possesso per accedere al sussidio al fine di allargare la platea dei beneficiari. Un’operazione simile non è a costo zero e i numeri della legge di Bilancio, tra sterilizzazione delle clausole Iva e taglio del cuneo fiscale, sono già sufficientemente proibitivi.

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Il reddito di cittadinanza (Il Messaggero, 14 settembre 2019)

Inoltre si ragiona su come implementare le politiche attive per il lavoro perché una delle avarie più evidenti del reddito di cittadinanza riguarda proprio l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro dei beneficiari considerati attivabili: centinaia di migliaia di percettori del bonus ricevono da mesi il sussidio senza muovere un dito.

Nessuno dei possibili ritocchi di cui si è discusso in queste settimane comporterà maggiori oneri per la finanza pubblica. L’obiettivo, al contrario, è di ampliare semmai i risparmi legati alle minori spese finali per il reddito di cittadinanza, così da racimolare risorse utili da reinvestire nella finanziaria.

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