Economia

Il buco nel reddito di cittadinanza: erogato per tre mesi a chi non ne ha diritto

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C’è un buco nel reddito di cittadinanza che consentirà l’erogazione anche a chi non ne ha diritto per un periodo minimo di tre mesi. Il problema, sollevato oggi dal Messaggero, riguarda il fatto che l’INPS dovrà decidere l’erogazione in base alla dichiarazione del 2017. Solo a settembre, quando debutterà l’Isee precompilato, i dati sulla situazione reddituale dei beneficiari del reddito di cittadinanza saranno aggiornati al 2018 e dunque attendibili.

Chi presenta in questi giorni la domanda per il reddito di cittadinanza negli uffici postali dovrà integrarla con il modulo SR182 entro la fine del mese prossimo, ovvero dopo aver ricevuto il primo bonifico (le erogazioni partiranno nella seconda metà di aprile). Considerato che a quel punto l’Inps impiegherà fino a due mesi per aggiornare il profilo del beneficiario, per poi decidere se mettere uno stop ai bonifici o se rimodulare l’entità delle somme stanziate, chi non possiede i requisiti reddituali richiesti incasserà il sussidio almeno fino a luglio.

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Rei vs Reddito: come cambia la platea (Il Fatto Quotidiano, 12 marzo 2019)

Chi all’inizio otterrà il reddito pur avendo totalizzato nel 2018 entrate per un valore Isee superiore alla soglia dei 9.360 euro, non infrangerà tuttavia alcuna regola, a patto che soddisfi i requisiti richiesti a livello finanziario (il patrimonio mobiliare deve essere inferiore ai seimila euro) e immobiliare. Da qui l’impossibilità per lo Stato di tornare in possesso delle risorse che verranno disperse per via del vulnus normativo. Coloro che invece a settembre avranno un valore Isee superiore a 9.360 euro,sulla base delle entrate registrate nel corso del 2018, dopo l’estate verranno tagliati fuori dalla platea degli aventi diritto al bonus.

L’istituto di previdenza ha già stabilito che qualsiasi cosa accada i beneficiari del reddito di cittadinanza continueranno a fruire del sussidio senza variazioni per le due mensilità successive a quella in cui è avvenuta la variazione della condizione occupazionale e reddituale dell’interessato.

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