Economia

Reddito di cittadinanza, i documenti da preparare e le variazioni a rischio

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Chi presenterà dichiarazioni o documenti falsi sul reddito di cittadinanza sarà punito con il carcere da due a sei anni; chi non comunica le variazioni che possono comportare la revoca o la riduzione del beneficio, con il carcere da uno a tre anni. Lo prevede il decreto 4/2019 (articolo 7, comma 2) all’esame della commissione Lavoro del Senato ed è meglio rispettarle alla lettera visto quello che si rischia in caso di errori o mancate comunicazioni.

La domanda si potrà presentare online (con il Pin rilasciato dall’Inps o un’identità Spid) oppure tramite uffici postali e Caf. L’aggiornamento delle informazioni è fondamentale per portare a casa il sussidio, calcolare l’importo in modo corretto e non rischiare sanzioni più pesanti. Per chi è in affitto, ad esempio, servono gli estremi di registrazione alle Entrate del contratto, sia per l’Isee, sia per “sbloccare” la parte del sostegno di 280 euro al mese prevista solo a chi vive in locazione (che è di 150 euro per gli over 67 che hanno diritto alla pensione di cittadinanza). Chi ha un affitto in nero, dunque, non potrà accedervi.

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Reddito di cittadinanza: i documenti (Il Sole 24 Ore, 11 febbraio 2019)

Quanto alla ricchezza della famiglia, ai fini Isee sarà necessario documentare la giacenza media di tutti i conti bancari e postali attivi nel 2018, rilevata al 31 dicembre. Ogni istituto ha le sue tempistiche e modalità di rilascio di questo documento. Il Dl 4/2019, inoltre, prevede che la ricchezza non debba superare i 6mila euro (accresciuti di 2mila euro per ogni componente aggiuntivo del nucleo, fino a un massimo di 10mila): resta da chiarire come certificare l’assenza di variazioni nei primi mesi dell’anno – dovute, ad esempio, a movimenti di somme nei conti correnti – che sfuggono alla fotografia dell’Isee (ferma al 31 dicembre 2018).

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Reddito di cittadinanza: le variazioni (Il Sole 24 Ore, 11 febbraio 2019)

Infine sugli immobili, attenzione alle seconde case, anche ricevute in eredità o in comproprietà. Il valore posseduto dal richiedente non deve superare 30mila euro, che corrisponde a un rendita catastale a fini Imu di circa 178 euro. Superare questa soglia equivale a essere esclusi dal reddito di cittadinanza.

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