Politica

Reddito di cittadinanza, il nodo Carrefour e Auchan

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La professoressa Chiara Saraceno su Repubblica oggi mette insieme una puntuta critica al reddito di cittadinanza e alle sue limitazioni, puntando il dito sulla tutela obbligatoria delle spese che parte dall’idea che i poveri siano inaffidabili:

Non verrà concesso in moneta liquida, ma su una carta di debito. Potrà essere speso solo su suolo italiano (non sia mai che un povero comasco attraversi la frontiera svizzera per comprarsi del caffè), in esercizi italiani (verranno esclusi Carrefour, Auchan e simili?) e possibilmente per prodotti italiani. Non potrà assolutamente essere speso per consumi voluttuari, immagino definiti da apposita commissione etica, e nemmeno risparmiato.

Ciò che non si spende della somma mensile assegnata verrà perso, come i minuti e i giga dei contratti dei cellulari. Dietro questo approccio c’è l’antica idea che i poveri siano inaffidabili, moralmente deboli. Lasciati a se stessi, invece di comprare latte e scarpe per i bambini e pagare l’affitto, si darebbero al bere e al gioco d’azzardo o alle spese pazze. Vanno messi sotto tutela. Riceveranno reddito in cambio di cessione di cittadinanza.

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Aggiungo che la scelta della carta invece del denaro liquido, già sperimentata con il Sia (Sostegno per l’inclusione attiva) e non del tutto superata neppure con il Rei (Reddito di inclusione), pone anche altri problemi. Lascia tutto il potere di spesa al titolare della carta, a detrimento degli altri componenti adulti della famiglia. Espone all’umiliazione di vedersi rifiutati alcuni prodotti alla cassa del supermercato. Molti piccoli negozi, specie nei paesi, non hanno il bancomat.

Leggi sull’argomento: Come fare acquisti immorali con il reddito di cittadinanza