Economia

Reddito di cittadinanza, i 100mila a rischio revoca nel 2020

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Ci sono 100mila percettori del reddito di cittadinanza a rischio revoca nel 2020. Finora sono stati convocati nei centri per l’impiego oltre 422mila sussidiati arruolabili ma in 91mila  hanno disertato il primo appuntamento: coloro tra questi che non risponderanno alla seconda chiamata si vedranno disattivare la tessera il mese prossimo, come previsto dalla legge. A questi si aggiungono 15 mila percettori segnalati all’Inps dagli operatori preposti affinché vengano sotto posti a ulteriori controlli perché apparentemente privi dei requisiti di cui è necessario essere in possesso per avere diritto al sostegno. Spiega oggi Il Messaggero:

Dunque al momento sono in tutto circa 106mila i beneficiari sul filo del rasoio. In tutto i beneficiari del bonus ritenuti in grado di lavorare sono 791mila. Com’è noto, però, la cosiddetta fase due del reddito di cittadinanza stenta a decollare. Stando ai dati forniti dall’Anpal, finora in 28.763 hanno ottenuto un contratto, la maggior parte dei quali peraltro con le vecchie procedure, ovvero senza passare per i famosi patti per il lavoro. La buona notizia è che rispetto all’ultima rilevazione del 21 ottobre la platea di beneficiari che ha trovato un impiego è aumentata del 63,6 per cento.

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Il reddito di cittadinanza (Il Messaggero, 28 dicembre 2019)

Ma cosa rischiano invece i percettori dell’assegno che si rifiutano d’intraprendere un percorso d’inserimento lavorativo? I beneficiari della misura a dire il vero dovevano essere convocati nei centri per l’impiego per firmare il contratto che li impegna a trovare un impiego entro 30 giorni dal riconoscimento del bonus, ma considerato che le chiamate sono partite solo all’inizio di settembre a causa di problemi tecnici si è scelto di chiudere un occhio in questa fase come si trattasse di una sorta di periodo di prova.

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