Politica

Come il vicino spione per il reddito ricorda gli stati totalitari

Il vicino spione diventa una risorsa della Repubblica. Trattando del tema del  reddito di cittadinanza, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Stefano Buffagni del Movimento 5 Stell, ha fatto sapere che, insieme alle attività dei comuni, dell’Inps etc., «anche le segnalazioni che spesso arrivano dal vicino di casa che è invidioso perché vede quello che sfrutta uno strumento di aiuto illegalmente» costituiranno uno degli strumenti che «una volta messi a sistema» contribuiranno a rendere possibile il controllo su chi ha ottenuto tale reddito. Da queste parole, pronunciate in un’intervista a Maria Latella, emerge dunque che la delazione farà parte del sistema di accertamenti. Sofia Ventura sulla Stampa oggi spiega cosa ricorda questa ideona:

Chi non è digiuno della storia del Novecento, chi ha letto libri, visto film, ascoltato racconti di genitori e nonni ha una reazione di immediata repulsione verso l’idea della delazione, perché sa che è stato un potente mezzo per creare paura e terrore nei regimi autoritari e totalitari. Nel suo romanzo «Vita e destino», ambientato nell’Unione Sovietica degli anni della guerra, Vassilij Grossman ne aveva colto la natura di strumento della «paura di Stato».

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L’impatto sul PIL del reddito di cittadinanza (Il Messaggero, 20 gennaio 2019)

Probabilmente Buffagni non è nemmeno consapevole dell’enormità da lui pronunciata. Ignora la storia, i suoi drammi e le sue tragedie. Ma esprime comunque una visione brutale, sregolata, senza limiti della politica e del fare politica. E in nome della «moralità», appunto, offre una soluzione «immorale», ovvero l’uso dei sentimenti più bassi dell’animo umano come l’invidia tra vicini, quando il vicinato, come ci insegnano gli americani, dovrebbe costituire uno dei fondamenti dello sviluppo della società democratica – e la costruzione di una società del sospetto.

Perché privo degli anticorpi della conoscenza e della consapevolezza. In un documentario di David Korn-Brzoza sulla Hitlerjugend (Jeunesses hitleriennes, 2017), un anziano intervistato che ne era stato zelante membro ricordava la madre, esasperata, che un giorno così lo apostrofò: «Ti rendi conto che ormai abbiamo paura di te?». È questo il suo modello, sottosegretario Buffagni? Ci rifletta.

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