Economia

«Per il reddito di cittadinanza via gli 80 euro»

giovanni dosi

Stefano Feltri sul Fatto di oggi intervista Giovanni Dosi, docente di economia alla Scuola Sant’Anna di Pisa che interverrà martedì in un convegno M5s alla Camera per discutere di “Stato innovatore”. Dosi parla del problema delle coperture per il reddito di cittadinanza promesso dai 5 Stelle e propone, per risolverlo, di cancellare il bonus degli 80 euro. Una soluzione che potrebbe far arrabbiare molti.

Dei 20 miliardi di coperture annunciati dal M5s alcuni sono difficili da ottenere: 2,5 miliardi di tagli alla spesa e 5 di minori detrazioni fiscali.
È chiaro che bisogna usare la fiscalità. Un passo importante può derivare dall’eliminazione dei vari incentivi fiscali, che sono difficili da calcolare, sono una fonte di elusione fiscale per le imprese. Che non hanno bisogno di trasferimenti fiscali, ma di un rilancio della domanda.
I Cinque Stelle potrebbero recuperare 10 miliardi all’anno cancellando il bonus renziano di 80 euro mensili.
Certo. I 5Stelle dovrebbero dire che gli 80 euro sono stati un’elemosina degradante, quindi basta. Molti non sono neppure stati spesi, sono andati a rimborsare debiti o sono diventati risparmio. Il reddito di cittadinanza verrebbe invece usato come fonte di sostentamento, con un effetto moltiplicatore più alto sulla spesa.
Ci sono coperture più semplici da ottenere?
Io aumenterei anche le aliquote dell’Irpef sopra i 100.000 euro, dal 43 al 45 per cento, poi magari 48 sopra i 250.000. L’idea che le tasse fanno male alla salute è sbagliata.

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Dosi nell’intervista spiega anche che l’idea di un referendum sull’euro, come è stato sottolineato qui in tante occasioni, è una sciocchezza pericolosa:

Così si inasprisce la tassazione sul lavoro, l’unica progressiva rimasta.
C’è lavoro e lavoro. Operai che guadagnano più di 100.000 euro all’anno non li conosco. Poi si potrebbe equiparare subito le stock option a reddito, quindi tassata come tale.
Lei vuole il referendum sull’euro?
Non penso si debba fare, a meno che l’obiettivo ex antenon sia l’uscita. È teoria dei giochi elementare: non puoi minacciare di fare una cosa che non puoi fare. Bisogna invece prepararsi a una ristrutturazione del debito nella quale si potrebbe e dovrebbe contemplare la “perpetuizzazione” di una parte del debito.

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