Economia

Reddito: i soldi non spesi tornano allo Stato

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Non si sa se davvero il reddito di cittadinanza gioverà ai consumi o se gioverà piuttosto all’import ma il meccanismo di certo spingerà ogni beneficiario a spendere tutto quello che viene caricato nella card che le Poste gli metteranno a disposizione. Lo fanno capire le regole del sussidio, tra cui ce n’è una interessante: i soldi non spesi tornano allo Stato. Il Reddito di cittadinanza dovrà infatti essere speso entro il mese in cui verrà accreditato sulla carta elettronica simile a un bancomat che verrà distribuita alle famiglie beneficiarie. In caso contrario, i soldi torneranno al fondo del ministero dell’Economia dai quali provengono. Tutti i movimenti della carta (che sarà emessa da Poste) dovranno essere trasmessi alle due piattaforme, una del ministero del lavoro l’altra dell’agenzia Anpal, utilizzate per la gestione del sussidio. Il ministero e l’Agenzia, insomma, avranno accesso a tutti gli acquisti effettuati con il “bancomat di cittadinanza”. In contanti sarà possibile prelevare al massimo 100 euro.

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Il reddito di cittadinanza (Il Messaggero, 18 gennaio 2019)

In più è facile preconizzare un assalto agli sportelli: lo stanziamento per il Reddito di cittadinanza nel primo anno della sua applicazione è di poco inferiore a 6 miliardi. Nei successivi anni si attesterà attorno ai sette miliardi e mezzo. Secondo le stime del governo,  l’aiuto arriverà a 1,7 milioni di famiglie che comprendono 5 milioni di persone in situazione di povertà, tra le quali 500 mila pensionati e 255mila disabili.Ma cosa accadrà se le domande saranno più del previsto e i fondi stanziati non dovessero bastare? Innanzitutto il ministero bloccherà le nuove richieste. Poi dovrà adottare un decreto che “rimoduli” l’assegno (ossia lo riduca) in modo da coprire tutti i beneficiari che sono in regola con i requisiti del sussidio.

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