Economia

Sorpresa! La doppia clausola di salvaguardia su reddito e quota 100

Le due misure più costose della Manovra del Popolo sono uscite dal consiglio dei ministri con una novità che non era stata annunciata nelle bozze che sono circolate in questi giorni

Max e Moritz salvini di maio

C’è una doppia clausola di salvaguardia su reddito di cittadinanza e quota 100. Le due misure più costose della Manovra del Popolo sono uscite dal consiglio dei ministri con una novità che non era stata annunciata nelle bozze che sono circolate in questi giorni: la decisione porta il timbro della Ragioneria Generale dello Stato, che però ieri nessuno ha accusato di “manina” (e questo è un buon segno).

Sorpresa! La doppia clausola di salvaguardia su reddito e quota 100

La doppia clausola di salvaguardia su reddito di cittadinanza e quota 100 consiste prima di tutto in un monitoraggio mensile per evitare che gli oneri di quota 100, l’accesso anticipato alla pensione con 62 anni di età e 38 di contributi, superino i circa 4 miliardi stanziati per il 2019. Nel caso ci siano scostamenti anche in via prospettica» il ministero dell’Economia potrà far scattare la tagliola e attingere al bilancio del ministero del Lavoro. Spiega Roberto Petrini su Repubblica:

Il 2019 sarà sotto stretto controllo con un monitoraggio bimestrale da parte del Tesoro del numero delle domande di prepensionamento che arriveranno all’Inps. Dall’anno successivo il monitoraggio sarà trimestrale, ma ugualmente attento. In base al testo entrato in Consiglio dei ministri in presenza di «scostamento, anche prospettico» dalle previsioni di spesa, scatterebbe la tagliola: in prima battuta succhiando i fondi al reddito di cittadinanza, in seconda obbligando ad altri tagli al bilancio dello Stato.

quota 100
Come cambia l’importo di quota 100 (Il Sole 24 Ore, 18 gennaio 2019)

Questo meccanismo è una novità per la riforma sperimentale e provvisoria delle pensioni voluta dalla Lega. Era invece già presente nel reddito di cittadinanza: sulla misura di Di Maio c’era il monitoraggio, accantonamento preventivo delle spese anno per anno e, in caso di esaurimento dei fondi per eccesso di domande, sospensione immediata dell’erogazione ed entro un mese «rimodulazione dell’ammontare del beneficio».

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