Opinioni

Rami e il grande circo della cittadinanza: venghino signori, venghino

Lo so, si scrive “vengano” ma nulla come la grammatica fantozziana può rendere l’idea della surreale centralità che ha assunto la cittadinanza nelle notizie e nelle relative discussioni. Di solito seguo poco la cronaca nera, mi faccio bastare i lanci di agenzia o articoli molto succinti per conoscere i fatti. Tuttavia è difficile sfuggire al grande dibattito sulla cittadinanza che accompagna ogni reato violento, con variazioni sul tema circa l’etnia, il colore della pelle, l’esistenza di un permesso di soggiorno e quant’altro. Tanto alla vittima quanto al carnefice vengono assegnati dei punti di italianità, la combinazione peggiore è ovviamente carnefice al 100% non italiano versus vittima al 100% italiana, per tutte le altre combinazioni bisogna giocarsela bene: “Era straniero ma non era arrivato con i barconi” si fa notare da una parte, “Era italiano ma solo grazie ad un matrimonio” si risponde dall’altra. Una gara tra “buoni” e “cattivi” dove i primi spesso fanno il gioco dei secondi rincorrendoli in questo folle esercizio per contrastare una propaganda xenofoba martellante (corroborata da anni di fake news su crimini inventati). Ma la questione è più grande e non riguarda solo la cronaca nera. In un paese troppo ignorante per capire perché sta diventando sempre più povero, la cittadinanza è diventata un feticcio, un’ancora di salvezza, uno status da sbandierare con fierezza. La cittadinanza è la nuova “Curva Sud” dell’ultras sfigato che ha una vita grama ma almeno appartiene a qualcosa di nobile e grande. Ci sono due piani di azione, con il primo si idealizza l’italianità. Gli italiani sono sempre i più bravi (e se siamo in difficoltà la colpa è di qualcuno che ci vuole male), noi abbiamo avuto Cesare, Dante e Leonardo. La nostra terra produce i prodotti migliori del mondo, abbiamo la moda, la Ferrari e i “fottuti” pomodorini che se ci facessero esportare risolverebbero i nostri problemi. Con il secondo piano d’azione si cerca di trasmettere l’idea che non solo essere italiani è “figo”, ma che non a tutti è concesso questo grande onore. Ecco che bloccare qualsiasi iniziativa per facilitare l’ottenimento della cittadinanza ci fa stare meglio, c’è qualcuno più sfigato di noi, se poi si condisce tutto con effimeri vantaggi economici rispetto agli stranieri il piatto è servito. Io sarò pure povero ma almeno mio figlio può andare alla mensa della scuola di Pavia, tu che sei straniero tuo figlio non ce lo puoi mandare. È già qualcosa, per le menti più ottuse, sapere che qualcuno ha qualche diritto in meno, ha un perverso effetto consolatorio.

Ousseynou Sy samir eroe salvini bambini autobus bruciato - 6

Con la brutta storia dello scuolabus sequestrato alle porte di Milano, il gran circo della cittadinanza si è imposto in tutta la sua magnificenza. Innanzitutto l’autista, Ousseynou Sy, è nato in Francia da genitori senegalesi, è di carnagione intermedia ed è cittadino italiano (quanti punti di italianità merita?). Inoltre il bambino “eroe”, il tredicenne Rami, non ha la cittadinanza italiana, che peccato vero? Un bambino “eroe” non italiano al 100%. Ma questo era scontato, per cui è meglio tralasciare per carità di patria tutte riflessioni dei patrioti che ci hanno avvertito di non farci commuovere dalla non italianità del piccolo Rami, egiziano, perdendo di vista la non italianità di Ousseynou Sy (giuro, ho letto articoli che mi hanno portato sull’orlo di una crisi di risate). A parte questo la peculiarità della vicenda è che la cittadinanza rileva anche per altri motivi. La nostra prima preoccupazione, infatti, dovrebbe essere quella di levare la cittadinanza al carnefice come ha subito affermato Salvini, questo dovrebbe essere fatto addirittura immediatamente secondo quegli analfabeti costituzionali di Luigi Di Maio e Giorgia Meloni. Questi ultimi hanno poi proposto di dare la cittadinanza al piccolo Rami. Psicologicamente la mossa è perfetta: solo i migliori possono essere italiani, fuori i criminali e dentro gli eroi. Sia chiaro, sarei felice se al ragazzo fosse data la cittadinanza italiana, e mi ha commosso quando ha dichiarato che la vorrebbe anche per il suo fratellino e per i suoi compagni che, come lui, si sono comportati in modo molto coraggioso. Chi lo sa se gli altri ragazzini (che magari sono nati in Italia e studiano da anni nel nostro paese) sono stati abbastanza eroi per la squallida propaganda di Di Maio e della Meloni. Ma Giorgia Meloni ha fatto di più, è suo il vero capolavoro del cattivo gusto. Scrive in un post su Facebook:

“Togliere immediatamente la cittadinanza allo squilibrato senegalese e darla a Ramy, 12enne eroe che ha contribuito a sventare la strage a Milano. Perché la cittadinanza va meritata. Siete d’accordo?”

Capite? Chiede alla piazza virtuale se è d’accordo, non riesce ad avere neanche un’opinione sua. D’altronde se la cittadinanza è un club esclusivo bisogna chiedere al popolo prima di fare entrare qualcuno. E qui non rinuncio alla facile ironia e immagino un sondaggio su Facebook per decidere se il piccolo Rami può avere la cittadinanza, anzi di più, si potrebbero riunire tutti gli stranieri che hanno sventato dei crimini e fare decidere con il voto da casa chi merita di più la cittadinanza. D’altronde se non ci fanno decidere il vincitore del Festival di San Remo che almeno ci facciamo decidere chi può diventare italiano. Sarebbe per il popolo un meraviglioso surrogato dei bei tempi andati, quando al Colosseo i nostri italici avi potevano decidere della vita o della morte dei gladiatori. Quelle sì che erano emozioni forti… purtroppo adesso per sentirci importanti ci dobbiamo accontentare di decidere se concedere la cittadinanza e di glorificare i nostri “fottuti” pomodorini che il mondo ci invidia. Sarà sempre troppo tardi quando capiremo l’origine dei nostri problemi, per adesso ci accontentiamo del circo, venghino signori, venghino.

Ousseynou Sy samir eroe salvini bambini autobus bruciato - 7

P.S.: Giorgia Meloni sarà turbata nel verificare che i commenti al suo post, tra frasi violente ed espressioni irripetibili, non rilevano complessivamente un grande entusiasmo per la concessione della cittadinanza al piccolo Rami.

 

Leggi sull’argomento: Rami l’eroe e Ousseynou Sy il mostro: perché Di Maio e Salvini non possono decidere chi merita di essere italiano

Elio Truzzolillo

Elio Truzzolillo, nato il 24/06/1972,laureato in Economia. Segue con passione la politica italiana e il mondo delle fake news.