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Raffaella Iebba: la moglie di Gregorio De Falco spiega

Raffaella Iebba, moglie del capitano Gregorio De Falco, candidato M5S a Livorno, ha scritto al Corriere della Serache aveva pubblicato la notizia – per negare la violenza su di sé e per annunciare di voler procedere contro chi ha strumentalizzato “un fatto privato”, che quindi non nega. La signora però nega di aver deposto in questura:

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«Né per vendetta né per denaro avrei mai esposto fatti privati e personali al pubblico giudizio e dunque intendo procedere giuridicamente contro chi ha strumentalizzato un episodio privato».

Lo scrive Raffaella Iebba, moglie di Gregorio De Falco. «Non ho deposto in questura contro mio marito né ho affermato che avrebbe usato violenza fisica su di me. Credo in lui, nella sua capacità e onestà».

Mentre Di Maio spiega: «Ho incontrato la signora, le ho messo a disposizione i miei legali: mi ha detto che non c’è stata alcuna violenza. Se fosse stato vero avrei cacciato De Falco dal M5S».

Nell’articolo di Sarzanini e Gasperetti, che firma anche questa replica, secondo il racconto della donna, De Falco avrebbe agito in maniera violenta mentre era in uno stato di alterazione, non meglio precisato. E la figlia, dopo essere stata presa per i capelli dal padre, sarebbe fuggita di casa per tornarvi solo dopo molte ore. La signora De Falco, visibilmente scossa per l’accaduto, ha spiegato tutto nei dettagli agli investigatori.

E forse soltanto quando ha terminato il proprio racconto si è resa conto della conseguenze e ha preferito non formalizzare la denuncia. Le dichiarazioni della donna rimangono comunque agli atti perché rese davanti a pubblici ufficiali. E visto che il presunto autore della violenza è candidato alle politiche del 4 marzo, la segnalazione di quanto accaduto è arrivata sino agli uffici centrali di Roma”.

De Falco aveva risposto sulla sua pagina Facebook non negando quello che definiva un alterco con la moglie, anche se attribuiva il tutto alla difficoltà di trovare un accordo economico tra le parti per la separazione, di cui nessuno sapeva nulla: negava comunque di aver usato violenza nei confronti di Raffaella.

La situazione che sto vivendo per la notizia uscita sulla stampa circa un mio coinvolgimento in uno scontro familiare mi amareggia moltissimo. Sento quindi il dovere morale e sociale di chiarire la mia posizione. Si tratta di una situazione difficile che la mia famiglia sta attraversando in conseguenza dell’avvio del procedimento legale di separazione tra me e mia moglie, separazione che ha avuto inizio più di un anno e mezzo fa.

gregorio de falco moglie figlia 2

Le difficoltà di trovare un accordo economico tra le parti e la tensione che ne deriva è il motivo scatenante dell’episodio di un recente alterco. Che comunque affermo e ribadirò sempre con onestà, non mi ha visto attore di violenze, ingiustamente attribuite alla mia persona, nei confronti dei miei familiari. E’ evidente che si tratta di una strumentalizzazione mediatica volta alla denigrazione.

Dalle parole della signora De Falco si evince quindi che:
1 – nessuno ha usato violenza fisica su di lei: il Corriere della Sera che aveva parlato di capelli tirati alla figlia “e a lei”; quindi conferma solo una parte di quanto raccontato dal Corriere anche se il distinguo sulla “violenza fisica” dovrebbe confermare il racconto del quotidiano;
2 – che la signora è giustamente arrabbiata con chi ha strumentalizzato la vicenda, ovvero con i politici che l’hanno utilizzata per attaccare De Falco in campagna elettorale;
3 – che lei non ha agito né per vendetta né per denaro. De Falco aveva parlato di “difficoltà a trovare un accordo economico tra le parti” come “motivo scatenante” dell’episodio.
4 – Infine, la signora sostiene di non aver deposto in questura: nell’articolo del Corriere si parlava di denuncia non formalizzata. La differenza è molto labile.

EDIT ORE 13,12: La dichiarazione pubblicata dal Corriere fa parte di una dichiarazione più ampia riportata ieri sera dall’agenzia di stampa ANSA:

“Sono disgustata per come, vicende di natura esclusivamente personale, siano state strumentalizzate per meri fini politici. Ho sentito Gregorio telefonicamente e siamo d’accordo che la nostra vita privata debba rimanere fuori dalla politica e dalla campagna elettorale, nella salvaguardia degli interessi delle nostre figlie, di cui una ancora minore. Né per vendetta né per denaro avrei mai esposto fatti privati e personali al pubblico giudizio. Pertanto intendo procedere giuridicamente per appurare le fonti che hanno condotto alla strumentalizzazione di un episodio di carattere esclusivamente privato”. Lo afferma Raffaella De Falco, moglie del comandante candidato dal M5S all’uninominale di Livorno, tornando sul caso della presunta aggressione subita dal marito.

“Ad oggi nessun procedimento di separazione è ancora avviato, sebbene i nostri rapporti personali siano da qualche tempo compromessi. E’ importante si sappia che non ho deposto in questura contro mio marito né tantomeno ho affermato che avrebbe usato violenza fisica su di me, né desidero dare pubblicamente la misura di quali siano i nostri rapporti personali. Ringrazio quanti hanno espresso silenziosa vicinanza a me ed alla mia famiglia, astenendosi dal commentare aspetti esteriori non accertati”, spiega la signora De Falco concludendo: “nonostante i diverbi che ultimamente ci hanno tenuti distanti, io credo in Gregorio, credo nelle sue competenze, nella sua capacità ed onestà ad assolvere degnamente un ruolo oneroso che potrebbe davvero fare la differenza per questo Paese dilaniato dentro, ma esteticamente ancora bello fuori.”

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