Opinioni

Quando Raffaele De Dominicis mise nei guai Raffaele Marra

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Raffaele De Dominicis non si troverà certo spaesato nella Giunta Raggi. Un po’ perché i due sono stati messi in contatto da un comune amico, l’avvocato Sammarco. Un po’ perché non potrà sfuggirgli che una faccia, in quella giunta, l’ha sicuramente già vista. Quella di Raffaele Marra. Il quale, come alcuni di voi ricorderanno, è stato messo sotto la lente dalla Corte dei Conti, che ha sentenziato a luglio che deve restituire un danno erariale da 324mila euro per una vecchia vicenda che risale all’era di Polverini in Regione Lazio.

Nel 2011 la sua nomina a direttore del Personale della Regione Lazio a guida Renata Polverini è stata contestata dai sindacati interni con due ricorsi (vinti) al Tar, ma soprattutto la Corte dei Conti ora stima un danno erariale da 324 mila euro – quanto la retribuzione percepita in 21 mesi di lavoro – per quell’incarico che l’ex governatrice ha voluto così tanto affidargli, ignorando l’annullamento del tribunale amministrativo e confermando il fedelissimo.

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Raffaele De Dominicis e Raffaele Marra

Ma quello che magari molti non ricordano è che nella vicenda ebbe un ruolo anche Raffaele De Dominicis. Come ricorda il Fatto Quotidiano, era stato il procuratore regionale della Corte dei conti del Lazio ad aprire l’inchiesta sui vertici della Pisana che sarebbero stati nominati dalla Polverini senza i titoli previsti dalle leggi, come confermato da lui stesso a Repubblica. “Sì – diceva all’epoca il dottor Raffaele De Dominicis – sto indagando. Ma non posso dire altro perché c’è il segreto istruttorio”.

Nel mirino della giustizia contabile ci sono almeno tre nomine che riguardano il segretario generale della Giunta, Salvatore Ronghi, il capo ufficio gabinetto del presidente regionale, Giovanni Zoroddu, e il direttore della direzione regionale personale, demanio e patrimonio, Raffaele Marra. Secondo l’articolo 10 del regolamento regionale 1/2002, per diventare dirigenti regionali bisogna avere particolari requisiti, come la laurea, e una passata esperienza di dirigente nel settore pubblico o in quello privato. Nessuno dei tre avrebbe questi requisiti.

L’indagine alla fine è andata a buon fine, a differenza di quelle sulle agenzie di rating che sono state archiviate, visto che a luglio (a giugno De Dominicis è andato in pensione) è arrivata la condanna di Marra. Adesso l’ex procuratore se lo ritroverà al fianco della Raggi. E sarà come rivedere un vecchio amico.

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