Opinioni

Se quota 100 diventa quota 104: ovvero la prestidigitazione sulle pensioni

Con il termine prestidigitazione si indica la tecnica o l’arte del prestigiatore riferendosi in particolare alla sua destrezza manuale. Tutti abbiamo presente quei fantastici illusionisti capaci di ingannare i nostri occhi facendo scomparire una moneta da una mano e farla comparire da un’altra parte, o di tirare fuori dal nulla carte, fiori o fazzoletti colorati. È tutto un trucco ovviamente ma noi non ce ne accorgiamo. I politici più abili riescono (o provano) a fare lo stesso con le promesse elettorali. Indicano la promessa in questione e ci invitano a non distogliere lo sguardo da essa, poi con un colpo da maestri non la mantengano inducendoci a credere di averla realizzata.

Veniamo ai fatti. Secondo il Corriere della Sera l’ultima trovata per far finta di rispettare le promesse prese con l’elettorato, è una furbata degna del miglior Silvan. La proposta sarebbe stata avanzata dal prof. Alberto Brambilla, tecnico vicino a Matteo Salvini. In pratica il riferimento unico per l’applicazione di quota 100 (62+38) sarebbe il 31/12/2028. A marzo 2019 potrebbero andare in pensione coloro che hanno maturato al 31/12/2018 quota 100 da almeno due anni, che tradotto in italiano significa, ad esempio, 64+40 cioè quota 104. In estate sarà il turno di quelli che hanno maturato quota 100 da diciotto mesi, e così via fino a tutto il 2020, anno in cui verranno esauriti tutti i quota 100 al 31/12/2018. Il costo aggiuntivo previsto per i conti pubblici sarebbe a questo punto di “soli” 3,9 miliardi l’anno come media per i prossimi cinque anni. Una cosa ben diversa dalla progressione del tipo 7-14-21 miliardi che si avrebbe (molto approssimativamente) per i prossimi tre anni senza nessuna correzione o limitazione di sorta del criterio promesso. Una domanda è a questo punto obbligatoria: che succederà con questa nuova impostazione per chi maturerà quota 100 dopo il 31/12/2018? E che succederà dal 2021 in avanti? Non ce lo dicono ovviamente, dipenderà dalla data delle prossime elezioni politiche. Se sarà necessario si inventeranno nuove balle e nuove prestidigitazioni.

quota 100 cambia
Quota 100, così potrebbe cambiare (Corriere della Sera, 3 dicembre 2018)

Ora, non sappiamo se questa proposta sarà effettivamente adottata. Siamo però piuttosto certi che anche nella versione light 62+38 quota 100 non potrà essere un provvedimento generalizzato e permanente senza forti limitazioni e precise condizioni restrittive. È il segreto di Pulcinella che tutti coloro dotati di raziocinio sanno e che nei nostri talk show non è mai evidenziato dai nostri inadeguati giornalisti quando il politico di turno ribadisce le sue promesse elettorali. Non c’entra tanto, o solo, la procedura di infrazione della UE, il problema è che ciò rappresenterebbe un peso insostenibile per i nostri conti, soprattutto in virtù di una struttura demografica che per i prossimi anni vedrà un incremento delle persone che andranno in pensione rispetto al totale della popolazione. Chiedere al presidente dell’INPS Tito Boeri per maggiori particolari. Il consiglio è quindi di prepararvi a questo o a qualche altro abile trucco da illusionista, perché in campagna elettorale e fino a pochi giorni fa vi hanno mentito. La promessa che fissate con tanta attenzione sparirà sotto i vostri occhi per magia. Ah! Dimenticavo… la prestidigitazione, però, non vale per tutte le promesse elettorali, quella della diminuzione delle tasse prima di farla scomparire non ve l’hanno fatta vedere neanche per un secondo.

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Elio Truzzolillo

Elio Truzzolillo, nato il 24/06/1972,laureato in Economia. Segue con passione la politica italiana e il mondo delle fake news.