Economia

La storia dei quattro miliardi tagliati alla scuola

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Un articolo del Corriere della Sera a firma di Mario Sensini racconta che il governo taglierà quattro miliardi alla scuola nei prossimi tre anni prelevando i fondi per gli insegnanti di sostegno. Ma il ministero della pubblica istruzione smentisce tutto furiosamente.

La storia dei quattro miliardi tagliati alla scuola

La storia dei quattro miliardi tagliati alla scuola si trova nella quinta slide dell’articolo del Corriere:

Altro capitolo molto pesante nel bilancio pubblico è quello assorbito dall’istruzione scolastica. Che si riduce, a legislazione vigente, di 4 miliardi nel triennio, cioè di circa il 10%. Si passa da 48,3 a 44,4 miliardi nel giro di tre anni, con una riduzione delle risorse sia per l’istruzione primaria (da 29,4 a 27,1 miliardi di euro) che per quella secondaria (da 15,3 a 14,1 miliardi). A determinare la flessione contribuisce in modo decisivo la riduzione dei fondi per gli insegnanti di sostegno, un miliardo nel ciclo primario, 300 milioni in quello secondario. In compenso si spenderà qualcosa in più per l’Istruzione universitaria (da 8,3 a 8,5 miliardi tra il ‘19 e il ‘21).

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Circola anche questo articolo di Fanpage che nel titolo ha la stessa notizia, ma il pezzo, pubblicato dagli utenti di Twitter e Facebook evidentemente senza leggerlo, è del dicembre scorso. L’articolo di Tecnica della Scuola rimanda a quello del Corriere e aggiunge:

Le risorse si riducono, a legislazione vigente, di 4 miliardi nel triennio, cioè di circa il 10%. Si passa da 48,3 a 44,4 miliardi nel giro di tre anni, con una riduzione delle risorse sia per l’istruzione primaria (da 29,4 a 27,1 miliardi di euro) che per quella secondaria (da 15,3 a 14,1 miliardi).

A determinare la flessione contribuisce in modo decisivo la riduzione dei fondi per gli insegnanti di sostegno, un miliardo nel ciclo primario, 300 milioni in quello secondario.

Ma davvero si tagliano 4 miliardi di fondi per gli insegnanti di sostegno alla scuola?

Il bilancio pubblico riclassificato per “azioni politiche” che viene allegato al disegno di legge di bilancio mostra i numeri dei 4 miliardi del taglio e dà conto del fatto che il 25% del taglio riguarda proprio gli insegnanti di sostegno, ovvero gli “interventi di integrazione scolastica degli studenti con bisogni educativi speciali incluse le spese del personale (docenti di sostegno)“.

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Il ministero della Pubblica Istruzione però sostiene che si tratti di un’illusione ottica: “Nulla di vero in merito al presunto “taglio” di 4 miliardi in tre anni alla scuola”, fanno sapere alle agenzie di stampa alcune fonti del Miur relativamente a voci e articoli circolati in queste ore. “Per mera convenzione contabile, la spesa per gli stipendi del personale docente e ATA a tempo determinato è iscritta solo per il primo degli anni scolastici interessati dal bilancio triennale. Per questo una lettura superficiale del bilancio potrebbe dare l’impressione che vi siano “tagli” all’istruzione, in particolare per il sostegno che, come noto, è assicurato anche da un elevato numero di docenti “in deroga”, cioè assunti a tempo determinato”, precisano dal Ministero dell’Istruzione. “In realtà, non vi è alcuna riduzione di risorse. Tutti gli studenti con disabilità saranno, come sempre, affiancati, in classe, da un docente di sostegno, sia quest’anno sia nei prossimi”. Ma se è una mera convenzione contabile, perché il bilancio riclassificato non ne tiene conto?

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