Economia

Quanto ci costa l’aumento dell’IVA senza l’annullamento delle clausole di salvaguardia

Senza l’annullamento delle clausole di salvaguardia, l’aumento dell’IVA costerà in media 541 euro in più l’anno a ogni famiglia, ovvero 45 euro in più al mese su una spesa di 1.982 euro (al netto della voce affitti figurativi). I conti sono del Sole 24 Ore, che spiega come con l’incremento di aliquota ordinaria e ridotta saranno più colpiti Nord-Est e Lombardia. L’effetto pesante sarà sul budget dei nuclei familiari con due figli. Senza considerare il possibile impatto negativo sui consumi o un aumento dell’evasione fiscale, partendo dall’ultimo report dell’Istat sulla spesa per consumi delle famiglie (relativa al 2018) si può calcolare a quanto ammonta il conto della doppia maggiorazione. E chi è destinato a pagarlo:

A livello territoriale, i rincari maggiori colpiscono le famiglie delle regioni più ricche, con 681 euro all’anno in più in provincia di Bolzano, 660 in Valle d’Aosta e 648 in Lombardia. Il conto è più leggero, invece, in Calabria (405 euro), in Puglia (431) e in Sicilia (432). Il peso percentuale del maggior esborso, però, è strettamente collegato ai volumi di spesa, e cambia poco in percentuale. In Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, la “super-Iva” pesa per il 2,3% dei consumi familiari. Nelle regioni del Sud – dove è maggiore l’incidenza dei beni con l’Iva ridotta – il rincaro sfiora il 2,2 per cento.

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L’aumento dell’IVA regione per regione (Il Sole 24 Ore, 10 agosto 2019)

Guardando al tipo di famiglia, l’aumento più elevato grava sulle coppie con due figli (756 euro all’anno), mentre le famiglie più numerose potrebbero sfruttare un minimo di economie di scala. In termini percentuali, però, i più danneggiati dalla stretta sull’Iva sono i single da 18 a 34 anni, con 428 euro in più all’anno, pari a quasi il 2,4% del proprio budget.

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Rincaro Iva: i nuclei più colpiti (Il Sole 24 Ore, 10 agosto 2019)

Del resto, l’aumento dell’Iva “vale” 23,1 miliardi di euro per il solo 2020 (senza contare l’ulteriore rincaro già programmato per l’anno successivo). E per evitarlo bisognerà “coprirlo” con aumenti di altre imposte, tagli di spesa o ampliamenti del deficit. Alzando, in quest’ultimo caso, il livello dello scontro con la Commissione europea e accettando le reazioni dei mercati.

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