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Quando Francesco Urraro attaccava Salvini per la foto con il figlio del boss

Il senatore M5S oggi passato alla Lega all’epoca era molto scandalizzato e allibito. Ora avrà cambiato idea?

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Francesco Urraro è uno dei tre senatori (gli altri due sono Stefano Lucidi e Ugo Grassi) che è passato con la Lega scatenando le ire del Capo Politico del MoVimento 5 Stelle Luigi Di Maio, che ha auspicato l’intervento della magistratura. Il suo braccio destro storico, Dario De Falco, ha dichiarato che lo hanno fatto per questioni di stipendio. In ogni caso fa specie adesso leggere le dichiarazioni dei grillini quando ancora avevano come nemico Salvini.

Quando Francesco Urraro attaccava Salvini per la foto con il figlio del boss

Sono passati poco più i tre mesi da quando Francesco Urraro era “allibito” per il comportamento di Salvini: “Siamo rimasti allibiti per la foto, rilanciata oggi da alcuni quotidiani e siti napoletani, che ritrae Matteo Salvini con il figlio di un notissimo boss della camorra salernitana. Sarebbe stato il giovane a postare lo scatto, accompagnato dalla scritta: ‘Un caffè insieme al mio caro amico Matteo’. Il ministro del ‘più selfie per tutti’ ci ha abituati in 14 mesi ad ogni tipo di foto, ballo ed esibizione canora, ma, se la politica balneare al Papeete poteva farci pure sorridere, qui invece c’è da piangere perché getta ombre su una persona che è stata ministro dell’Interno fino al giuramento del nuovo esecutivo. Per questo motivo chiediamo pubblicamente a Salvini di chiarire al più presto la sua posizione, meglio ancora se lo facesse in Commissione Antimafia”.

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Francesco Urraro (a sinistra) e Ugo Grassi

A settembre Andrea Caso e Francesco Urraro, membri campani della Commissione parlamentare Antimafia erano davvero arrabbiati: “Il segretario della Lega ci dica se la foto è stata scattata quando era ministro, se è davvero amico di Michele Matrone ed i suoi rapporti con lo stesso. Poco conta dove è stata fatta, scandalizzano certi comportamenti da parte di chi aveva il compito di contrastare la criminalità organizzata. Certe foto – proseguivano – non sono solo passaggi per i social network, come un cittadino onesto potrebbe pensare. No, al Sud certe foto sono molto di più, sono lette talvolta dalle sigle mafiose locali come l’apertura di uomini dello Stato a poteri antistatali. Specie quando la Lega è al governo della città, come in provincia di Salerno, a Scafati (comune sciolto per camorra nel 2017), dove il clan Matrone è stato protagonista di loschi rapporti tra politica e camorra. Adesso c’è il rischio che questo selfie possa essere interpretato come un pericoloso messaggio e noi non possiamo assolutamente consentire che la questione passi in secondo piano. Salvini chiarisca subito”. Ora Urraro è passato nelle file della Lega, si vede che il tempo l’ha reso meno allibito.

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