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Negozi, bar e ristoranti chiusi fino al 18 maggio

Fatte ripartire le fabbriche sarebbe poi la volta di attività commerciali, bar, ristoranti e forse stabilimenti balneari. Ma per queste riaperture, rimarcano al Ministero della Salute, bisognerà attendere altri 15 giorni, in modo da poter valutare l’impatto delle prime riaperture industriali sull’epidemia

Fino al 18 maggio resteranno chiusi negozi, bar e ristoranti mentre fino al 4 maggio non ripartirà nulla a meno che le Regioni non si assumano le responsabilità della riapertura e approntino regole e dispositivi di sicurezza tra cui gli ospedali COVID. La Stampa illustra oggi i piani di Giuseppe Conte mentre si pensa di mettere limiti alla mobilità di chi non scarica la app IMMUNI e scendono, ma di poco i nuovi casi, che sono ora 3.047, circa 450 in meno del giorno prima, con un trend di crescita sceso all’1,7%. Calano anche i decessi, 443 contro i 482 di sabato. Spiega oggi un articolo a firma di Paolo Russo:

Bisogna dare tempo alla task force di Colao per stendere il suo piano, che Conte ha chiesto di poter vedere in anticipo rispetto alla data prefissata del 25 aprile. Ma le linee portanti ci sono già. Prima partiranno le industrie, senza fare troppe eccezioni, ma rispettando rigorosamente le norme di sicurezza già messe nere su bianco dai protocolli sottoscritti da sindacati e imprese. Quindi riprogrammazione delle filiere produttive in funzione del distanziamento sociale, chiusura dei reparti non indispensabili e delle mense, mascherine per tutti e turni di lavoro più flessibili per evitare rischiosi assembramenti. Anche e soprattutto nella fase di trasporto da e per il lavoro.

E qui arriva la fase due del piano. I picchi di traffico, che uno studio Inail individua tra le 7.20 e le 8 e dopo le 18, dovranno essere evitati allungando gli orari di lavoro, con più turni brevi, che possono ricomprendere anche i sabati e le domeniche. Poi porte riservate solo alle uscite e alla salita su bus e metro, posti a sedere alternati e limite massimo di persone consentito sui mezzi pubblici con l’utilizzo di “contapersone” o il ritorno ai vecchi controllori. E via anche i tornelli della metro che rischiano di creare altri assembramenti.

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I settori produttivi per classe di rischio (Il Messaggero, 18 aprile 2020)

Fatte ripartire le fabbriche sarebbe poi la volta di attività commerciali, bar, ristoranti e forse stabilimenti balneari. Ma per queste riaperture, rimarcano al Ministero della Salute, bisognerà attendere altri 15 giorni, in modo da poter valutare l’impatto delle prime riaperture industriali sull’epidemia. Insomma, per andare in spiaggia, fare shopping e chiedere il menù bisognerà attendere il 18 maggio. Se i contagi non faranno le bizze.

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