Opinioni

Lo psicologo per i dipendenti del Campidoglio (a carico dei cittadini)

Il Messaggero oggi racconta che il Campidoglio targato Virginia Raggi ha trovato il modo per risolvere i problemi dei dipendenti di Roma Capitale: è in arrivo infatto lo psicologo per i 23667 lavoratori. Lo psicologo deve promuovere «la qualità della vita/lavoro dei cittadini e dei dipendenti di Roma Capitale e il loro benessere psicologico». Non si capisce come uno psicologo ingaggiato per i lavoratori possa migliorare la qualità della vita dei cittadini, se non per riflesso: se migliora il lavoro dei dipendenti il cittadino allo sportello (ad esempio) si arrabbia di meno.

La giunta di Virginia Raggi ha appena firmato un protocollo con l’Ordine degli psicologi di Roma per salvaguardare il «benessere» (c’è scritto così) dei propri dipendenti, non proprio famosi per lo stress da super-lavoro. Lettino per tutti? I 23mila lavoratori del Campidoglio – vigili urbani, impiegati, insegnanti delle scuole comunali – avranno a disposizione uno stuolo di esperti, impegnati in «percorsi formativi idonei allo sviluppo delle competenze dei dipendenti» ma anche «dei collaboratori di Roma Capitale» (quindi, per intenderci, potrebbero partecipare anche i consulent iarruolati in questi mesi dalla sindaca e dalla giunta grillina).

Dopo l’intuizione del “mental coach” per i rom delle baraccopoli da sgomberare – per «motivarli» a trovare lavoro, spiegava il capitolato di gara – ecco lo psicologo per i dipendenti comunali. Sul benessere, d’altronde, non si scherza; «un benessere declinato non soltanto in termini economici, ma di qualità della vita e delle relazioni», come recitano le “Linee programmatiche 2016-2021” presentate dalla Raggi appena insediata, a luglio dell’anno scorso, e citate infatti nella delibera votata dalla giunta il 9ottobre.

Per quanto riguarda i costi, lo stanziamento avverrà in un momento successivo. Contenti loro…

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