Economia

Come l’aumento dei compensi per copia privata farà crescere i prezzi di smartphone e tablet

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Aumentano i compensi per copia privata e a rimetterci sono i consumatori che vedranno aumentare i prezzi dei loro smartphone e i loro tablet. Nella bozza di decreto ministeriale che sta preparando il ministero dei Beni Culturali guidato da Dario Franceschini si prevede un aumento del tributo che i consumatori pagano alla SIAE sull’acquisto di un dispositivo di memoria che ha la possibilità di riprodurre opere protette dal diritto d’autore.

Come l’aumento dei compensi per copia privata farà crescere i prezzi di smartphone e table

Una specie di tassa preventiva sul possibile utilizzo di smartphone, computer, tablet, schede di memoria, cd e dvd che finisce da sempre per riflettersi sul prezzo dei prodotti visto che le industrie lo fanno ricadere interamente sul consumatore. Il Fatto Quotidiano oggi spiega che, come emerge dalla bozza, il nuovo tariffario prevede leggere limature al ribasso per schede Usb, schede di memoria e supporti vergini, ormai quasi spariti dal mercato. Ma riversa i maggiori rincari sui device di maggior utilizzo con l’introduzione del compenso anche sugli smartwatch, per i quali è previsto un prelievo variabile tra 2,20 euro e i 5,60 euro a seconda della memoria:

Nel dettaglio, sale l’importo per i pc che passa da 5,20 a 6,90 euro. Mentre per quanto riguarda smartphone e tablet il compenso viene pesantemente aumentato: si riducono di soli 10 centesimi i tagli sotto i 16 gigabyte di memoria, resta costante a 4,80 euro il taglio tra 16 e 32 Gb, ma oltre i 32 Gb si passa da 5,20 euro a 6,90 euro. Basta moltiplicare questo importo per il numero di smartphone venduti in Italia per farsi un’idea di quanto guadagnerà la Siae. Modifiche contro cui si è già schierato il mondo delle imprese.

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I compensi per copia privata (Il Fatto Quotidiano, 14 febbraio 2020)

“È una proposta di decreto che finirà col penalizzare l’innovazione e che va in contrasto alle abitudini dei consumatori che non ricorrono più alla copia privata per fruire dei contenuti audiovisivi”, ha commentato Marco Gay presidente di Anitec-Assinform. Mentre Altroconsumo ha sempre sostenuto che “la tassa che la Siae dovrebbe ridistribuire ad autori ed editori, di fatto va agli artisti più importanti”.

Guardando agli ultimi 10 anni, l’ammontare complessivo dei compensi per copia privata, che valeva 44 milionidi euro nel 2009, ha toccato quota 129,4 milioni di euro nel 2017 e 127,7 milioni nel 2018, pari a circa il 20% dell’intera raccolta Siae per diritti d’autore. E adesso si prepara l’ulteriore balzo. A danno del consumatore.

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