Economia

Imprese: i prestiti garantiti dallo Stato fino al 25% del fatturato

Quanti soldi potrà richiedere la singola impresa? Su questo punto si sta ancora lavorando. In altri paesi sono stati adottati “prestiti solidali speciali” che  coprono fino al 20% del fatturato di un’impresa. Anche in Italia ci potrebbe essere un meccanismo simile, con soglie di fatturato più basse per le imprese più grandi e via via più alte per le più piccole fino ad arrivare a un 20-25% di fatturato

eurobond GIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI

Il consiglio dei ministri di domani approverà un primo decreto legge per rafforzare la garanzia dello Stato per le imprese per consentire alle banche e alla Cassa depositi e prestiti di iniettare nei conti delle aziende italiane altri 200 miliardi di euro, che si sommano ai potenziali 350 miliardi di liquidità “garantiti” dal decreto marzo.  Il ministero del Tesoro e quello dello Sviluppo sono ancora al lavoro sul provvedimento. Spiega oggi il Messaggero che le ipotesi sono diverse e si cerca una sintesi. Ma ci sono alcune certezze.

Ai prestiti potranno accedere tutte le aziende, le piccole, le medie e le grandi. Per le piccole e le medie si opererà attraverso il Fondo centrale di garanzia. Nel decreto di marzo è stato potenziato con 1,5 miliardi di euro. Si tratta della garanzia data dallo Stato al sistema bancario che, secondo le stime del Tesoro, permetterà di erogare fino a 100 miliardi di credito. Il fondo sarà potenziato con altri 5 miliardi circa. Ma soprattutto sarà allargato anche alle imprese fino a 500 dipendenti, oggi del tutto escluse. Lo Stato garantirà fino al 90% del credito.

Non sarà possibile, al momento, arrivare fino al 100% come chiesto dalle imprese perché occorrerebbe un via libera di Bruxelles. Il Tesoro sta ancora trattando con la Commissione sul tema, ma non sarà facile anche perché l’Ue ha già detto no alla Germania. La garanzia, comunque, dovrebbe essere «a prima richiesta», in modo da blindare le banche e rendere immediatamente accessibili i fidi.

mappa misure sostegno professionisti coronavirus
La mappa delle misure di sostegno a professionisti e partite IVA (Il Sole 24 Ore, 30 marzo 2020)

Quanti soldi potrà richiedere la singola impresa? Su questo punto si sta ancora lavorando. In altri paesi sono stati adottati “prestiti solidali speciali” che  coprono fino al 20% del fatturato di un’impresa. Anche in Italia ci potrebbe essere un meccanismo simile, con soglie di fatturato più basse per le imprese più grandi e via via più alte per le più piccole fino ad arrivare a un 20-25% di fatturato. Posto che il tasso di interesse dei prestiti sarà zero, in quanti anni dovrà essere restituito? Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha chiesto una durata di 30 anni. Confindustria lo stesso. Il Tesoro non vuole andare oltre 8-10 anni. La mediazione potrebbe essere 15 anni.

I prestiti garantiti, poi, saranno potenziati anche per le grandi imprese. Al momento è stato stanziato un fondo di 500 milioni presso la Cassa depositi e prestiti per garantire prestiti fino a 10 miliardi, anche se manca ancora il Dpcm attuativo della misura. La somma sarà potenziata. C’è anche un altro strumento che dovrebbe essere rafforzato. Il decreto di marzo ha previsto un prestito “a vista” di 3 mila euro per gli imprenditori persone fisiche (le partite IVA, anche se non iscritte al registro delle imprese) con accesso senza bisogno di alcuna valutazione da parte del Fondo.

L’importo potrebbe essere portato a 25 mila euro. Sulla strada del decreto il nodo principale resta quello delle risorse. Il provvedimento dovrebbe essere finanziato con 10 miliardi di euro. Ma per trovarli servirebbe fare nuovo deficit e ottenere l’autorizzazione del Parlamento. Cosa evidentemente impossibile entro domani. Un’ipotesi sarebbe quella di utilizzare i fondi europei non ancora impegnati.

Leggi anche: INPS Bonus 600 euro: e adesso cosa succede?