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Sfruttare la morte per fare propaganda? Anche Potere al Popolo ci casca

L’account Facebook di Potere al Popolo nella bufera: ha pubblicato un messaggio del 2018 di Libero De Rienzo, attore 44enne morto ieri a Roma, in cui si diceva sostenitore del partito. Una strumentalizzazione che non è piaciuta agli elettori

libero de rienzo potere al popolo

L’irresistibile tentazione di cavalcare un trend per un tornaconto politico fa gola a tutti. La fa a Matteo Salvini, che ha un apparato di comunicazione che letteralmente monitora gli hashtag e i temi di tendenza per potersi inserire con un selfie, un pannello, o un semplice messaggio scritto nel discorso del momento dando la sensazione di essere presente ovunque e in qualsiasi momento. A cadere nel “tranello”, stavolta, sono stati però i maggiori antagonisti di Salvini. L’account Facebook di Potere al Popolo ha infatti pubblicato un messaggio ricevuto da Libero De Rienzo nel febbraio del 2018, poche ore dopo la sua morte. L’attore aveva scritto che avrebbe votato per loro alle elezioni politiche del 4 marzo e che, se ce ne fosse stato bisogno, sarebbe stato a disposizione per la campagna elettorale.

Il messaggio controverso di Potere al Popolo

“Guardate anche che persona umile era – si legge sul profilo Facebook del partito – nel 2018, quando Potere al Popolo era appena nato e lui era già un attore affermato, ci scrisse questo messaggio per mettersi a disposizione, per darci una mano. Fatto tutt’altro che scontato, soprattutto oggi, che per attori, artisti e intellettuali è sempre più difficile prendere parte e schierarsi apertamente in politica. Ancora a fine gennaio 2020, prima di questa pandemia, diceva a Vanity Fair: ‘sono comunista, se si votasse domani voterei Potere al Popolo’. Grazie Libero per tutto quello che ci hai dato come artista e come uomo”.

Cosa non va nel post su De Rienzo

Una scelta comunicativa malvista dagli elettori e da chi frequenta la pagina. Non convince la decisione di pubblicare un messaggio privato invece di vecchi interventi in cui si era dichiarato vicino alla causa comunista. Insomma, se De Rienzo avesse voluto esporsi in prima linea lo avrebbe fatto autonomamente, come tra l’altro traspare dal messaggio inviato nel 2018. Pubblicarlo adesso come endorsement post-mortem appare quantomeno infelice, senza contare la “gaffe” di non aver censurato l’indirizzo email che l’attore aveva fornito per essere contattato. I commenti più critici sono addirittura stati cancellati dagli amministratori della pagina. Tra quelli “sopravvissuti” c’è chi critica il volersi mettere in vetrina ad ogni costo: “È morto Libero De Rienzo, ma parliamo di Potere al Popolo”. Una caduta che ti aspetti da Salvini, ma che – a quanto pare – può arrivare davvero da chiunque.