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Il doppio lavoro del portavoce di Chiara Appendino

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Per la prima volta ieri a Torino il gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle ha preso pubblicamente le distanze dalla sindaca Chiara Appendino a causa del suo portavoce Luca Pasquaretta. La pietra dello scandalo è la consulenza da cinquemila euro per la Fondazione del Libro che nel frattempo ha chiuso i battenti lasciandosi dietro una cospicua scia di creditori ma non Pasquaretta, liquidato prima del fallimento. Un piccolo capolavoro a 5 Stelle in uno dei comuni fiore all’occhiello dell’esperienza amministrativa grillina nel frattempo finito in disgrazia per i fatti di Piazza San Carlo, nei quali anche Pasquaretta ha ricevuto un avviso di garanzia. Ma Repubblica Torino oggi ci racconta più in dettaglio la storia surreale della consulenza:

Lavorare 16 ore al giorno per 15 giorni di fila, senza nemmeno un giorno di pausa o una mattina libera. Questa è l’incredibile mole di lavoro che il portavoce della sindaca, Luca Pasquaretta, ha svolto nelle due settimane in cui al ruolo a fianco di Chiara Appendino si è aggiunto quello di supporto al presidente della fondazione per il Libro, Massimo Bray. Questo suo stacanovismo è ora finito sotto la lente della Procura, con tutti i contratti e i documenti che lo riguardano acquisiti ieri mattina dal pm Gianfranco Colace e ora ufficialmente inseriti negli atti del fascicolo di inchiesta sui conti del Salone del Libro.

Pasquaretta al momento non è indagato, e gli accertamenti sono scaturiti a seguito della polemica politica sollevata sull’opportunità di un suo doppio incarico. L’accertamento è scaturito anche per verificare come mai il portavoce della sindaca, insieme con pochi altri, abbia avuto “il privilegio” di essere pagato rispetto ai tanti creditori rimasti da tempo a bocca asciutta.

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Ieri in consiglio Chiara Appendino ha difeso Pasquaretta contro i suoi consiglieri. Ma ora ci sarà da discutere, e molto, sul merito della questione:

Stando al contenuto nei documenti, visti anche dalla sindaca e da alcuni consiglieri comunali, Pasquaretta in quei 15 giorni risulta in servizio per conto del Comune per 160 ore totali, una quantità di molto eccedente le 36 ore settimanali, previste dal contratto collettivo nazionale del personale degli enti locali e che si applica al personale di staff.

Insomma rispetto alle 72 ore in 15 giorni previsti dal contratto Pasquaretta ne avrebbe fatte il doppio, proprio nei giorni in cui era impegnato per almeno 80 ore a fare da supporto nel rapporto con le istituzioni al presidente della fondazione Bray. Un’attività che secondo il vicepresidente esecutivo della Fondazione, Mario Montalcini (l’uomo che ha firmato il contratto di consulenza da 5mila euro), non solo è stata svolta, e per questo è stata liquidata subito, ma era anche indispensabile.

EDIT: Pasquaretta annuncia che restituirà la consulenza:

“Come gia’ affermato dagli Uffici, la prestazione finita al centro delle polemiche in questi giorni, fu regolarmente autorizzata e, come ribadito dal vicepresidente della Fondazione, fu da me svolta ‘a testa bassa’ col massimo impegno e dedizione”. Lo afferma Luca Pasquaretta, portavoce del sindaco di Torino Chiara Appendino, in seguito alle polemiche sulla sua consulenza, durata 15 giorni per un compenso di 5 mila euro, al Salone del libro dello scorso anno. “Il pagamento della stessa – aggiunge- e’ avvenuto, come per molti altri, prima che emergessero i problemi ormai noti della Fondazione. Nonostante queste premesse, in data odierna ho maturato la decisione di effettuare un bonifico al liquidatore della Fondazione, pari all’importo del lavoro prestato per la scorsa edizione, 5 mila euro”. “Non ho mai ritenuto che tale collaborazione potesse scatenare tanto clamore – conclude Pasquaretta – e non era assolutamente mia intenzione creare alcun problema alla sindaca e all’amministrazione”.

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