Economia

Banca Popolare di Bari, l’addio con giallo di Giulio Sapelli

giulio sapelli

Nelle more della crisi della Banca Popolare di Bari arriva anche l’addio di Giulio Sapelli. L’economista ha lasciato la carica di vicepresidente dell’istituto barese ma la decisione è stata «respinta» dal consiglio, senza però conseguenze: «La lettera è datata 13 dicembre 2018. Per me non è cambiato nulla», ha detto lui al Corriere del Mezzogiorno che oggi parla della vicenda.

«Non so perché mi fate questa domanda —spiega Sapelli contattato mentre è in viaggio in Colombia — la lettera delle mie dimissioni è datata 13 dicembre 2018. Per me non è cambiato nulla». Eppure, l’economista (tra i papabili nel ruolo di premier in vista della formazione del governo giallo-verde) era entrato nella famiglia della Pop di Bari ad aprile scorso in concomitanza con il rinnovo parziale del consiglio di amministrazione insieme a Raffaele De Rango, Giorgio Papa (poi sostituito) e Francesco Venturelli.

E il 3 dicembre scorso l’intero Cda l’aveva indicato come vicepresidente del gruppo bancario nominando Gregorio Monachino diretto regenerale. Ma nove giorni dopo, il 12 dicembre, lo stesso consiglio, presieduto da Marco Jacobini, decide di richiamare a Bari, nel quartier generale di corso Cavour, Vincenzo De Bustis Figarola con il grado di consigliere delegato (ovvero amministratore delegato). Così, poche ore dopo Sapelli fa partire la lettera di dimissioni.

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Banca Popolare di Bari, i conti (La Repubblica, 6 gennaio 2019)

Sulla vicenda la banca non ha dato spiegazioni, ma a quanto pare le dimissioni di Sapelli sarebbero state respinte dallo stesso consiglio di amministrazione. Fatto sta che anche nel caso di una turbolenza rientrata ciò non contribuisce a rasserenare gli animi anche perché il ritorno di De Bustis (già ai vertici di Banca 121, Monte dei Paschi di Siena e Deutsche Bank Italia, nonché Pop di Bari dal 2011 al 2015) è visto come una mossa per rimettere mano all’organizzazione della banca.

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