Economia

Popolare di Bari, il nuovo piano industriale

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La Banca Popolare di Bari è uno degli istituti in maggiore sofferenza e dopo il caso Carige la sua situazione desta preoccupazioni non solo per gli azionisti. Il Messaggero, in un articolo a firma di Rosario Dimito, afferma però oggi che il consiglio di amministrazione a breve approverà il nuovo piano industriale:

Sul tavolo del cda di mercoledì 23, secondo quanto risulta al Messaggero, ci sarà l’approvazione del nuovo piano industriale strategico a tre anni messo in piedi assieme all’advisor Rothschild. L’istituto vuole voltare pagina. A questo fine ha cambiato la governance con l’avvento di Vincenzo De Bustis nel ruolo di amministratore delegato: un ritorno in Puglia per il banchiere dopo alcuni anni.

Il piano dovrà prevedere un cambiamento della natura giuridica in spa e la ripatrimonializzazione. Sul primo punto che è il più spinoso, perché deve fare i conti con il diritto di recesso,sono al lavoro Piergaetano Marchetti e Paolo Gualtieri, due consulenti molto conosciuti, specializzati il primo in campo giuridico e di governance, il secondo negli aspetti organizzativi e industriali.

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Banca Popolare di Bari, i conti (La Repubblica, 6 gennaio 2019)

A metà della prossima settimana a Milano sarebbe previsto l’ultimo incontro per la definizione delle misure volte a realizzare il cambio dello status. La soluzione è molto attesa perché potrebbe segnare una pietra miliare tra le banche cooperative. Quanto alla ripatrimonializzazione, la banca barese presieduta da Marco Jacobini dovrebbe varare un’operazione complessiva da 500 milioni. Di questa somma, 300 milioni dovrebbero essere raccolti da un aumento di capitale aperto al mercato, 200 milioni con strumenti finanziari subordinati (T1) attraverso un private placement presso investitori istituzionali.

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