Economia

I ponti e i viadotti a rischio lungo le autostrade

In Italia i ponti «scaduti» e da revisionare sono circa diecimila. Gli elementi principali alla base del rischio crollo, secondo i dati, sono i volumi di traffico, e il grado di manutenzione e l’età dei manufatti. Quando quest’ultima è superiore a 50 anni e le strutture sono ancora interessate da grossi volumi di traffico, si accende un campanello d’allarme: ebbene, questi ponti sono circa diecimila. «Purtroppo – ha spiegato all’agenzia Ansa il direttore dell’Istituto per le Tecnologie della Costruzione del Cnr, Antonio Occhiuzzi – la normativa che regola le nuove costruzioni, introducendo il grado di sicurezza strutturale, è solo del 2008». Il Giornale però oggi punta il dito in particolare su due infrastrutture e pubblica scatti che ritraggono alcuni dei viadotti lungo la A6, l’autostrada che collega Torino a Savona. Tre, in particolare, sono i ponti ritenuti più a rischio, e a cui si riferiscono questi scatti: si tratta del ponte di Stura di Demonte, a Fossano, di Chiaggi a Priero e di Ferrania a Cairo Montenotte.

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La mappa dei ponti a rischio (Il Giornale, 18 agosto 2018)

I viadotti della paura sono per lo più nel tratto ligure dell’opera, quello più accidentato da un punto di vista orografico e che è un ottovolante da vertigine. Il ponte che più preoccupa è quello di Lodo nel comune di Cadibona, verso la fine dell’autostrada, al chilometro 115, quasi a Savona. I piloni sono senza pelle, scrostati, per larga parte privi del calcestruzzo che ricopre l’armatura, che a sua volte si mostra arrugginita e non proprio in piena forma.

Le foto postate sui social dagli utenti hanno spinto la società di gestione a emanare un «tranquillizzante» comunicato: «Tale opera d’arte – si legge – al pari di tutte le restanti presenti sulla tratta autostradale in gestione,viene sottoposta con cadenza trimestrale a verifiche e controlli. Le risultanze di tali ispezioni non hanno evidenziato alcuna criticità di carattere statico. La mancanza dei copriferri è accentuata dagli interventi posti in essere dalla Società per il disgaggio dei calcestruzzi superficiali che, in caso di caduta,avrebbero potuto costituire potenziale pericolo per coloro che transitano sulla sottostante strada vicinale in località Pian dei Carpi».

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