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Pestato per una vignetta su Facebook: arrestato Jacopo Polidori, leader di Casapound Cimini

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Qualche tempo fa la gloriosa iniziativa di Casa Pound contro l’immigrazione era finita in satira. Ma si sa che i fascisti del Terzo Millennio sono leggermente carenti d’ironia e a farne le spese quella volta è stato un ragazzo di Vignanello (Viterbo) che aveva condiviso su Facebook una vignetta che riprendeva in chiave satirica uno degli scatti degli striscioni identitari di Casa Pound. Il ventiquattrenne “colpevole” di aver scherzato su Casa Pound è finito all’ospedale solo perché sul social network ha ripreso uno scatto di Kotiomkin.

La vittima, un ragazzo di nome Paolo originario di Vallerano, era stata colpita a calci e pugni e poi presa a cinghiate, riportando fratture guaribili in un mese (tra cui frattura delle ossa nasali, frattura dell’incisivo inferiore sinistro, escoriazioni sul dorso). Per quel pestaggio i carabinieri di Viterbo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip Savina Poli nei confronti di Jacopo Polidori ventinovenne portavoce della sezione locale di Casa Pound e considerato dagli inquirenti con ogni probabilità il leader del gruppo – circa una quindicina di persone molte delle quali minorenni – che avevano atteso la vittima fuori da una pizzeria per intimargli di non offendere più il loro movimento. Nei giorni successivi al pestaggio Casa Pound aveva negato ogni coinvolgimento con l’accaduto scrivendo su Facebook un post dove spiegavano che

il nostro movimento è stato subdolamente coinvolto in maniera aprioristica, senza prima aspettare l’esito delle indagini, tramite inesattezze ed omissioni le quali tra l’altro stanno venendo pian piano alla luce.

L’aggressione è avvenuta nella notte tra l’11 e il 12 febbraio 2017 storia era stata raccontata sulla cronaca di Viterbo del Messaggero:

«Chi mette il parmigiano sulla pasta al tonno non merita rispetto»: questa la frase incriminata.Il 24enne di Vallerano sembra abbia incrociato gli aggressori a Vignanello mentre questi erano in pizzeria. Gli hanno detto di non prendere più in giro Casapound e chiesto di avvicinarsi, lui se ne è andato,ma loro lo hanno inseguito: sul ragazzo sono piovuti calci pugni e cinghiate. Oggi dovrebbe essere operato. I tre comuni hanno pubblicato un manifesto di dura condanna.
Ecco il testo: «A seguito del pestaggio avvenuto sabato notte a danno di un ragazzo, massacrato da un gruppo di circa 20 coetanei, scaturito per futili motivi legati a posizioni politiche, esprimiamo il nostro profondo sdegno, condannando questi atti vili. Ci poniamo dalla parte della vittima e di chi ha dovuto assistere e invitiamo chiunque a denunciare ogni forma di prepotenza che taluni perpetrano criminosamente a danno delle nostre comunità. Scenderemo in piazza con tutta la popolazione per manifestare contro una piccola minoranza di violenti e per ribadire che saremo al fianco di chiunque avrà il coraggio di denunciare gli autori di atti di questo genere di violenza».

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Jacopo Polidori [via Facebook.com]
Qualche giorno dopo Paolo aveva rilasciato un’intervista al Messaggero:

Paolo, cosa è accaduto quella sera?
«Eravamo in tre, un mio amico doveva parlare con il gestore di una pizzeria. Loro erano già lì, dopo circa mezz’ora siamo usciti e li abbiamo trovati là fuori».
Cosa ti hanno detto?
«Uno mi ha strattonato per una spalla, chiedendomi: “puoi venire un attimo?”. Ho risposto di no e me ne sono andato. Mentre camminavo mi giravo a controllare: continuavano a inseguirmi. Ho iniziato a correre verso il parco di fronte. Poi ce le ho prese da due di loro, un testimone dice tre».

Polidori, oltre ad essere accusato di aver preso parte – guidandola – l’aggressione, viene accusato di aver ripetutamente percosso con la propria cintura la vittima dopo che la stessa era già stata colpita violentemente al naso. Altri due ragazzi invece (riporta il sito ViterboNews 24), entrambi maggiorenni, sarebbero invece indagati a piede libero dai carabinieri di Civita Castellana.