Economia

Perché Pierluigi Ciocca sarebbe un ottimo ministro del governo Lega-M5S

pierluigi ciocca

Pierluigi Ciocca è finito nel totonomi dei giornali per sostituire o affiancare Paolo Savona nel governo Lega-M5S che oggi dovrebbe fare un passo decisivo in relazione alla sua nascita. In un articolo pubblicato ieri sul Sole 24 Ore lo stesso Ciocca spiegava le sette mosse a suo parere necessarie per lo scacco al dopo-crisi. Un piano che privilegia gli investimenti pubblici e soprattutto sostiene questo:

Nell’Eurozona all’attuale rigore alla Hayek occorre sostituire il rigore alla Keynes: equilibrio di bilancio, sì, ma unito a investimenti pubblici utili, cospicui e capaci di autofinanziarsi, ammettendo la golden rule per la loro copertura con debito all’avvio. Il problema non è l’euro. L’euro è un’ottima moneta. È anche internazionalmente domandata. Ha assicurato il bene della stabilità dei prezzi, unito a bassi tassi dell’interesse. Il problema è nel governo dell’economia dell’Euroarea, nell’impostazione di fondo della sua politica economica, a cominciare da quella tedesca.

pierluigi ciocca

Ciocca spiega che il suo è un piano di rigorismo keynesiano, spiegando che a suo parere la spesa pubblica aggredibile è “dell’ordine del 15% del Pil (250 miliardi di euro); l’evasione – concentrata presso i produttori e nel sommerso – è da alcuni anni in aumento verso i 150 miliardi (9% del Pil). Da un quarto del prodotto la classe politica deve ottenere i due punti percentuali necessari a pareggiare i conti pubblici”. E sulle infrastrutture:

Gli investimenti in infrastrutture costituiscono l’unica misura di bilancio capace di sostenere tanto la domanda quanto la produttività. Caduti a meno del 2% del Pil (da 54 miliardi nel 2009 a 33 lo scorso anno), sono da riportare a oltre il 3% del Pil, pianificandone per tempo la migliore attuazione secondo una precisa scala di priorità economico-sociale. Il loro moltiplicatore della domanda (1,2/1,5) è doppio rispetto a quello dei consumi pubblici, dei trasferimenti, della detassazione. Come chiarito da Keynes, in larga misura si autofinanziano.

Urge una strategia per il Sud. Essa non può che imperniarsi su una rinnovata dotazione delle infrastrutture, fisiche e immateriali. Sono drammaticamente carenti nel Mezzogiorno, con pesante svantaggio per i cittadini e per le imprese meridionali. Il moltiplicatore degli investimenti pubblici (1,9) è maggiore al Sud che nella media italiana. Potenziale Florida d’Europa, il Meridione deve poter offrire tutta la gamma dei servizi necessari a turismo e soggiorno, oltre che alla vita civile: sanità, assistenza, sicurezza, trasporti, occasioni di cultura. È, questa, una straordinaria chance di avanzamento dell’intero Paese.

EDIT: Ciocca all’ANSA smentisce di poter entrare nel governo Lega-M5S: “L’ipotesi, apparsa sui media, di una mia propensione o disponibilità a fungere da ministro è, oggi come in passato, destituita di qualsivoglia fondamento”. Purtroppo, viene da dire.

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