Economia

Perché la Sugar Tax non serve, così com'è

alessandrodamato|

sugar tax

La Sugar tax prevista dalla Legge di Bilancio 2020 non ridurrà lo zucchero presente nei prodotti che verranno colpiti dal balzello. Questo è il pronostico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che sostiene come l’obiettivo ufficialmente perseguito dal governo nell’imporla fallirà, mentre probabilmente l’esecutivo riuscirà almeno a fare cassa.

Perché la Sugar Tax non serve, così com’è

Oggi il Corriere della Sera nell’articolo di Milena Gabanelli ricorda che la dose giornaliera da non superare secondo la raccomandazione dell’OMS è di 25 grammi, che vuol dire in totale 5 cucchiaini, e lo zucchero, come sappiamo è nascosto un po’ ovunque. Se prendiamo in considerazione la quantità contenuta in una lattina tipica da 330 ml, possiamo vedere che in una Fanta venduta in Italia ce ne sono 39 grammi, in Germania 30, in Francia 21, in Inghilterra 15. Una lattina di Schweppes in Italia ne contiene 29,7 grammi, lo stesso in Germania, mentre in Francia 19,1, in Inghilterra 13,8. Solo nella Coca Cola i grammi sono 35 ovunque nel mondo. Per il resto, la lista di prodotti identici è lunga, cambia solo la quantità di zuccheri, che si abbassa nei Paesi dove c’è la sugar tax. La Germania, come noi, per il momento non ha nessuna imposta.

sugar tax
La tassa sullo zucchero (Corriere della Sera, 23 dicembre 2019)

Cosa prevede la nuova normativa italiana?

Una tassa da 10 centesimi al litro sopra i 25 grammi. Vuol dire intorno ai 3 centesimi per una lattina da 330 ml con un contenuto medio di zuccheri, una cifra uguale a quella applicata in Francia e Gran Bretagna. Con una differenza: il limite di zuccheri sopra il quale i produttori pagheranno, ossia 25 grammi al litro. Una soglia troppo bassa per spingerli a modificare la ricetta. Chi fuori dall’Italia l’ha ridotta al minimo,infatti,non è sceso sotto i 50 grammi al litro.

La conseguenza è che la misura italiana certamente permetterà di fare cassa (la stima è di 233 milioni di euro in un anno) e probabilmente contribuirà a diminuire un po’ i consumi come prevede l’Organizzazione mondiale della Sanità che sottolinea: «Le politiche fiscali che comportano un aumento di almeno il 20% del prezzo al dettaglio delle bevande zuccherate porterebbero a riduzioni proporzionali del consumo di tali prodotti”.

Ma per il calo di zuccheri a lattina –che dall’esperienza estera è considerata la pratica più efficace per tutelare la salute – la sugar tax com’è stata concepita dal nostro Paese serve a poco.

Leggi anche: Autostrade: come la revoca delle concessioni può costarci 23 miliardi