Economia

Tutta la storia dei debiti di guerra della Germania che Tsipras vuole indietro

Alexis Tsipras nei giorni scorsi ha ripetuto un concetto che ha spesso utilizzato durante la campagna elettorale che ha dato a Syriza la vittoria alle elezioni politiche in Grecia. Il discorso di Tsipras è molto semplice e segue la linea di attacchi provocatori ai tedeschi tracciata dal ministro delle Finanze Yanis Varoufakis che la settimana scorsa aveva detto “La Germania sa bene che cosa può succedere quando si scoraggia troppo a lungo una nazione orgogliosa e la si espone a trattative e preoccupazioni di una crisi del debito deflattiva, senza luce alla fine del tunnel: questa nazione prima o poi fermenta” con un chiaro riferimento a quanto successo in Germania dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Secondo Tsipras invece la Grecia può e deve chiedere alla Germania il risarcimento dei danni subiti durante la Seconda Guerra Mondiale da parte della Germania Nazista.

Tsipras e Varoufakis
Tsipras e Varoufakis

IL DOSSIER SUL DEBITO DELLA GERMANIA
Non è la prima volta che la Grecia tira fuori la questione delle riparazioni dei danni di guerra non pagati dalla Germania. Già nel 2013 il Governo greco all’epoca presieduto da Antonis Samaras aveva avanzato una richiesta di risarcimento alla Germania sulla base delle conclusioni di un rapporto redatto da una commissione di esperti su richiesta del Ministro delle Finanze. Secondo quel rapporto l’ammontare della cifra che la Germania non ha pagato e che quindi ancora spetta al popolo greco è di circa 162 miliardi di euro, pari all’80% del PIL greco e a metà del debito pubblico. L’atteggiamento della Grecia però, pur con alcuni fondamenti storici non ha molti appigli legali se andiamo a ripercorrere la storia degli accordi tra la Germania e i paesi vincitori della Seconda Guerra Mondiale.
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Chi detiene il debito pubblico della Grecia (Corriere della Sera, 5 gennaio 2015)

 
CHE FINE HANNO FATTO I DEBITI DI GUERRA TEDESCHI
Per Tsipras la richiesta è un “obbligo morale” che i greci di oggi hanno nei confronti di tutti coloro che hanno dato la loro vita per sconfiggere il Terzo Reich e libera la Grecia e l’Europa dalla dominazione nazista. Il riferimento storico è al “prestito” di 476 milioni di Reichsmark (circa 11 miliardi di euro attuali) che la Banca centrale greca fu costretta a versare nelle casse del Reich in seguito all’occupazione nazifascista e, naturalmente, alle riparazioni di guerra per i danni subiti durante i quattro anni di occupazione tedesca dall’aprile 1941 fino all’ottobre 1944. Il prestito che i greci furono costretti a concedere al Reich servì per ripagare i costi dell’occupazione nazista della Grecia (in pratica il popolo greco pagò di tasca sua l’invasione della propria nazione) e non venne mai restituito. Dopo la fine della guerra con la Conferenza di Pace di Parigi la Germania fu costretta a versare alla Grecia una compensazione sia in termini monetari sia in termini di trasferimento di mezzi e materiali industriali. Con la successiva firma dei Trattati di Parigi nel 1947 la Grecia ottenne un risarcimento in denaro da parte delle altre potenze dell’Asse (in particolare Italia e Bulgaria). Dopo un accordo siglato nel 1960 la Germania versò alla Grecia 115 milioni di marchi come ulteriore compensazione per le vittime dell’occupazione nazista. Ma il problema principale, per Alexis Tsipras, è quanto stabilito nel 1953 alla conferenza di Londra per la riduzione dei debiti contratti dalla Germania tra il 1919 e il 1945. Alla conferenza presero parte la Germania Ovest e tutte le potenze occidentali che vantavano un credito nei confronti dei tedeschi. Come risultato delle trattative venne deciso di ridurre del 50% i debiti di guerra (dilazionati in trent’anni) della Germania derivanti dal trattato di Versailles. Per quanto riguarda i debiti contratti in seguito alla sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale venne stabilito che sarebbero stati congelati fino alla (ipotesi remota all’epoca) riunificazione della Germania. Quando la riunificazione accadde davvero, nel 1990 quindi il debito venne quasi completamente estinto. A sancire la conclusione dei contenziosi tra la Germania unificata e le potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale venne firmato il “trattato 2 + 4” ovvero il Trattato sulla risoluzione dei contenziosi con la Germania. Questo accordo venne firmato dalle quattro potenze occupanti (Unione Sovietica, USA, Regno Unito e Francia) e le due Germania (DDR e Repubblica Federale). Ed è proprio a questo documento (approvato all’epoca anche dalla Grecia) che ha fatto riferimento il vice-cancelliere tedesco Sigmar Gabriel dicendo che le probabilità che la Germania possa ripagare i debiti di guerra alla Grecia sono “pari a zero”.
grecia austerity
CHE POSSIBILITÀ CI SONO?
Le possibilità che la Germania finisca di ripagare i danni di guerra alla Grecia sono davvero pari a zero? La risposta è sì. Con il pagamento dell’ultima tranche del 1960 e il trattato del 1990 la Germania ha finito di pagare i debiti che aveva con la Grecia in seguito all’occupazione nazista. Per questo motivo il discorso di Tsipras sui  debiti di guerra da risarcire assume un senso più politico che economico. Resta in piedi solo il prestito forzato da 11 miliardi di euro che la Grecia ha dovuto concedere alla Germania. Come ha fatto notare qualche tempo fa Tim Worstall su Forbes. Se il prestito venisse considerato un danno di guerra (ad esempio se venisse dimostrato che il denaro venne sostanzialmente rubato dai nazisti) allora non dovrebbe essere ripagato, perché appunto la questione si è conclusa con il trattato del 1990. Se invece venisse considerato un prestito allora ci sarebbe qualche appiglio legale per pretenderne la restituzione. Ma converrebbe alla Grecia? Immaginando che si tratti di un prestito a interessi zero la cifra da restituire sarebbe intorno agli 11 miliardi di euro (con un tasso d’interesse del 3% su 70 siamo invece intorno ai 95 miliardi). Incassare quel denaro non cambierebbe di molto la situazione del debito greco ma creerebbe invece un pericoloso precedente perché i prestiti forzati era una prassi consolidata durante la dominazione nazista dell’Europa. Alexis Tsipras ha ragione a ricordare che c’è stato un periodo in cui tutti abbiamo pagato per i danni che la Germania ha causato all’Europa, ed è un buon argomento per far capire che come in passato è stata aiutata la Germania a rialzarsi ora è tempo di aiutare la Grecia a farlo. Ma non ha senso pensare che i tedeschi di oggi possano essere ritenuti responsabili di quanto fatto dai tedeschi di sett’anni fa.

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