Economia

Perché solo in pochi hanno richiesto il reddito di cittadinanza?

reddito di cittadinanza

L’assalto agli sportelli non c’è stato. Nonostante le stime del governo dicano che il sussidio andrà a 1,3 milioni di famiglie povere, ieri, primo giorno in cui si potevano presentare le domande agli uffici postali e ai Caf per il reddito di cittadinanza (oltre che direttamente sul sito web) non ci sono state né code né resse. Sono state presentate 35.653 domande agli uffici postali e 8.492 online, per un totale di 44.145,secondo i dati diffusi dal ministero del Lavoro.

Perché solo in pochi hanno richiesto il reddito di cittadinanza?

Le prime tre regioni sono state, come da pronostici, Campania, Lombardia e Sicilia. Ma nessuno è andato all’assalto del reddito di cittadinanza e nessuna fila chilometrica si è sviluppata alle Poste per percepire il sussidio. Come mai? La tesi del governo, ribadita anche da Di Maio ieri, è che l’organizzazione è stata talmente perfetta che non c’era bisogno di fare la fila. Una versione sottoscritta anche da Laura Castelli e Pasquale Tridico, e che in effetti è talmente incoraggiante e al di fuori dall’ordinario per l’Italia da sembrare falsa.

Accanto a questa versione ce n’è però anche un’altra molto più maliziosa: quella che oggi campeggia sui giornali della destra come Libero e Il Giornale, che «neppure i fannulloni che hanno votato M5S per avere lo stipendio senza lavorare all’atto pratico si fidano dei grillini». Una sintesi brutale che nasconde però un ragionamento che l’agente economico potrebbe fare:

Qual è il prezzo per consentire agli ispettori del lavoro di bussare alla propria casa, per allertare i funzionari dell’Inps, per risvegliare l’attenzione dell’Agenzia delle entrate? Sulla carta si parla di 780 euro al mese. Ma tutti sanno ormai che difficilmente l’assegno arriverà pieno. Anzi. Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio solo il 5% dei beneficiari avrà un sussidio superiore ai 6mila euro l’anno. E la media sarà di poco più di 2mila euro, un pugno di spicci al giorno.

Soldi che, tra l’altro, non potranno neanche essere utilizzati a piacimento. La card è come la PostePay solo per il colore, ma al bancomat non consentirà di prelevare più di 100 euro al mese e nei negozi, almeno per ora, potrà essere utilizzata solo per acquistare cibo o medicine. Se poi in cambio bisogna pure andare 16 ore la settimana a tagliare l’erba dei giardini comunali, si capisce che la prospettiva non è così appetibile.

I fannulloni non vogliono il reddito di cittadinanza per non dover lavorare?

Insomma, secondo Libero i fannulloni non vogliono il reddito di cittadinanza perché altrimenti toccherebbe lavorare. Una versione che sconta forse più le frasi fatte sul giornalismo (“Fai il giornalista? Vabeh, sempre meglio che lavorare…“) che un’analisi corretta della realtà. Stefano Feltri sul Fatto invece è più credibile:

 Il reddito di cittadinanza non è automatico, richiede una lunga serie di procedure, non complesse ma bisogna pur sempre attivarsi. Il rischio è che siano proprio i più fragili, quelli che non sanno neppure della misura, che non hanno capito cosa e quando devono fare a essere esclusi.

Ci vorrà un po’di tempo a capire se la calma del primo giorno di domande –44.000, piuttosto ordinate –indica che i potenziali beneficiari hanno capito che un giorno in più o in meno fa poca differenza, che andrà tutto bene.

Oppure che i poveri che vanno a chiedere il sussidio sono la parte alta di quel gruppo di cinque milioni di bisognosi, mentre i più sprovveduti e bisognosi di assistenza restano esclusi.

Ovvero, il deficit di informazione che ha finora accompagnato la procedura non nei confronti di chi legge i giornali o guarda la tv, ma di chi non può informarsi così come non può svolgere altre attività a causa della deprivazione economica, ha portato al mancato assalto agli sportelli. Così è molto più realistico, ma anche molto più triste.

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