Fact checking

La rissa nel PD Roma per i risultati dei circoli

Il renziano Luciano Nobili che parla di «fine dell’era Zingaretti-Bettini» e il deputato Marco Miccoli che lo definisce ironicamente «memorabile stratega della campagna di Giachetti». L’orlandiano Mario Ciarla che ricorda i risultati inferiori alla media dei renziani nella Capitale. E Umberto Marroni che applaude il superamento della soglia del 5% da parte di Michele Emiliano a livello nazionale senza però notare che la Capitale non è stata così generosa con lui. Il Partito Democratico romano del Commissario Orfini se le è date di santa ragione durante il Congresso e alla proclamazione dei risultati sul campo di battaglia si contano i morti e i feriti.

La rissa nel PD Roma per i risultati dei circoli

E così se a livello nazionale Matteo Renzi, Andrea Orlando e Michele Emiliano riescono persino nell’impresa di fornire numeri diversi da comitato a comitato in cui si sovrastima o sottostima l’influenza, a Roma i dati ufficiali comunicati da Orfini danno Renzi con 4868 voti (62,33%), Orlando con 2644 voti (33,85%) ed Emiliano con 297 (3,80%). Cifre contestate dalla mozione Orlando: “I dati diffusi dall’organizzazione del Partito Democratico non sono convincenti”, rilevano fonti della mozione. Sulla base dei dati ufficiosi in possesso del Comitato Orlando, “l’affluenza ai congressi presumibilmente si aggirerà intorno a 200.00 votanti. Orlando al momento ha un consenso intorno al 29,6%, Renzi intorno al 62,4% ed Emiliano all’8%”. Anche il comitato di Michele Emiliano ha offerto una stima differente dei dati relativi alla prima fase del congresso, quella dei circoli. Da un confronto sui dati provincia per provincia, su 180343 voti validi, Michele Emiliano ha ottenuto oltre l’8%, spiegano dal comitato, aggiungendo che si tratta di un dato ufficioso.

congresso partito democratico roma
I numeri diversi dei tre candidati sul congresso del Partito Democratico (Corriere della Sera, 3 aprile 2017)

Ed è a Roma che si nota la maggiore voglia di litigare. D’altronde dopo la clamorosa sconfitta nella corsa per il Campidoglio e la débâcle del referendum i democratici capitolini chiedono da tempo la testa di Orfini e anche il congresso è stato sede di scontri tra le opposte fazioni. Luciano Nobili su Facebook, senza nominarlo, se la prende con Marco Miccoli che stava con Bersani alle primarie per uno status del 2012  in cui il deputato sottolineava gli scarsissimi risultati dei renziani in città; in altri luoghi sempre Nobili dice che con il voto di ieri, che ha visto prevalere per la prima volta Renzi in città, “si chiude l’era Bettini-Zingaretti“.

E allora forse serve ricordare, con il sorriso sulle labbra, che c’è stata una stagione in questa città in cui il segretario del Partito Democratico, oggi parlamentare, invece di interpretare un ruolo di garanzia e di lavorare all’unità – proprio mentre Matteo Renzi pronunciava un bellissimo discorso della sconfitta mettendosi a disposizione di chi aveva vinto e di tutto il partito – scriveva “A Roma nun se passa!” come se avesse battuto dei barbari o dei nemici, non dei compagni di partito.
Era la stagione in cui qualcuno ha posto le basi dei disastri degli anni successivi.
Per fortuna è alle nostre spalle.

pd roma luciano nobili

«A Roma nun se passa»

Un dettaglio che Nobili dimentica è che Zingaretti è ancora il presidente della Regione Lazio. E un altro dettaglio della questione glielo ricorda proprio Miccoli su Facebook: «Leggo che Luciano Nobili, capo indiscusso del renzismo romano, dichiara che col voto ai congressi di ieri, si sarebbe chiusa a Roma l’era di Bettini e Zingaretti. Evidentemente voleva spiegarci che è iniziata la sua. Peccato però che lo statista in questione, dal 2013 ad oggi, è stato vice segretario del PD romano, ha affiancato Orfini nel commissariamento del partito, ed è stato memorabile stratega della campagna elettorale di Giachetti contro Virginia Raggi. Gli strepitosi risultati, sono sotto gli occhi di tutti. Ora euforico dice che a Roma si cambia verso. Non ho capito, lascia il PD???».
pd roma
Anche Mario Ciarla, coordinatore della mozione Orlando a Roma, non rinuncia a notare qualcosa di polemico: «La prima cosa che colpisce del congresso romano è la grande affluenza, circa il 72 per cento. Per la prima volta questo dato a Roma non è in linea con la media nazionale (59 per cento) ma è significativamente superiore. Questo elemento inedito scaturisce probabilmente da una considerevole fetta di votanti oltre un migliaio che si sono legittimamente iscritti al PD dopo la sconfitta al referendum del 4 dicembre per sostenere e riconfermare Matteo Renzi alla segreteria nazionale del PD».

I numeri dei circoli del PD Roma

E nei commenti da lui c’è chi fa notare la “stranezza” dei risultati del VI Municipio, dove Renzi sfonda addirittura la soglia del 90%. D’altronde le premesse per la bagarre c’erano tutte: basta ricordare la querella sulla scelta dei circoli per dibattere e votare che aveva portato anche alle minacce di azione in tribunale, dove Orfini ha già perso. C’è poi chi fa notare i 7800 votanti del 2017 e la differenza con gli oltre 15mila per la convenzione del PD a Roma nel 2013: il partito s’è dimezzato, dicono alcuni. No, è il risultato della fine del tesseramento gonfiato, ribadiscono altri.
pd roma matteo renzi
I dati finali dei circoli a ROma dicono che su 11.004 aventi diritto hanno votato 7.809 iscritti, il 70,96%. Per quanto riguarda i dati nei singoli municipi, Orlando batte Renzi in V e XI Municipio (Garbatella), dove raggiunge il suo massimo con il 49,86%. L’ex premier si spinge fino all’86,67% in VI (Tor Bella Monaca), mentre Emiliano arriva al 12,61% in V.
I MUNICIPIO Renzi – 611 voti – 67,29%; Orlando – 283 – 31,16%; Emiliano – 14 – 1,54%.
II MUNICIPIO Renzi – 419 voti – 66,50%; Orlando – 193 – 30,63%; Emiliano – 18 – 2,85%.
III MUNICIPIO Renzi – 350 voti – 63,86%; Orlando – 184 – 33,57%; Emiliano – 14 – 2,55%.
IV MUNICIPIO Renzi – 292 voti – 64,6%; Orlando – 150 – 33,2%; Emiliano – 10 – 2,2%.
V MUNICIPIO Orlando – 229 voti – 43,78%; Renzi – 228 – 43,59%; Emiliano – 66 – 12,61%.
VI MUNICIPIO Renzi – 256 voti – 86,77%; Orlando – 33 – 11,18%; Emiliano – 6 – 2,03%.
VII MUNICIPIO Renzi – 398 voti – 57,93%; Orlando – 244 – 35,51%; Emiliano – 45 – 6,55%.
VIII MUNICIPIO Renzi – 175 voti – 53,51%; Orlando – 141 – 43,11%; Emiliano – 11 – 3,36%.
IX MUNICIPIO Renzi – 350 voti – 76,25%; Orlando – 93 – 20,26%; Emiliano – 16 – 3,48%.
X MUNICIPIO Renzi – 205 voti – 58,73%; Orlando – 111 – 31,80%; Emiliano – 33 – 9,45%.
XI MUNICIPIO Orlando – 179 voti – 49,86%; Renzi – 173 – 48,18%; Emiliano – 7 – 1,94%.
XII MUNICIPIO Renzi – 270 voti – 73,97%; Orlando – 86 – 23,56%; Emiliano – 9 – 2,46%.
XIII MUNICIPIO Renzi – 189 voti – 53,38%; Orlando – 163 – 46,04%; Emiliano – 2 – 0,56%.
XIV MUNICIPIO Renzi – 257 voti – 55,86%; Orlando – 197 – 42,82%; Emiliano – 6 – 1,30%.
XV MUNICIPIO Renzi – 257 voti – 66,40%; Orlando – 127 – 32,81%; Emiliano – 3 – 0,77%.
numeri dei circoli del PD Roma saranno decisivi in vista di giugno, ovvero quando andrà in scena l’elezione del nuovo segretario cittadino del Partito Democratico dopo Mafia Capitale. Lì l’area cattodem (turborenziani, gentiloniani, popolari, Area Dem di Franceschini e Giovani Turchi) è pronta a dare battaglia per prendersi il partito alla fine del commissariamento di Orfini. I renziani romani puntano a prendersi il segretario alla faccia di Zingaretti. La partita decisiva nella Capitale sarà quella.

Leggi sull’argomento: Così il PD a Roma va in frantumi (e in tribunale) grazie a Orfini