La macchina del funky

Il patto al telefono tra Berlusconi e Renzi

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Francesco Verderami sul Corriere della Sera ci racconta oggi di una telefonata tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi e di un patto per la legge elettorale. I due si sono sentiti con l’intenzione di vedersi all’inizio della prossima settimana. Alla base del nuovo accordo c’è il sistema tedesco geneticamente modificato:

Il punto è che Renzi — intenzionato a evitare un autunno caldo di appuntamenti elettorali e di scadenze finanziarie — non poteva permettersi l’azzardo in Parlamento sulla riforma elettorale senza il sostegno di Berlusconi. E Berlusconi — preoccupato dall’avanzata dei populismi e dalla crisi di ciò che fu il suo impero — non poteva pensare di riacquisire centralità politica senza la sponda di Renzi. Lo chiameranno «tedesco», se l’accordo verrà sancito. Anche se il modello proporzionale su cui si sta lavorando non è un gemello omozigote del sistema applicato in Germania: è un impianto all’italiana destinato probabilmente a qualche modifica in Parlamento, perché al battesimo serviranno i testimoni.
Forse i grillini, di sicuro i leghisti: Salvini ha interesse a prendere poi le distanze da Berlusconi, così da poterlo additare in campagna elettorale di un nuovo inciucio. È la logica del proporzionale, che a differenza del maggioritario fa del vicino più prossimo l’avversario a cui sottrarre voti. È la stessa logica che adotteranno gli scissionisti contro Renzi, pronti già a distanziarsi dal governo Gentiloni.

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Chi vince con il sistema tedesco (La Repubblica 23 maggio 2017)

Il sistema tedesco, al netto delle modifiche di cui oggi si parla, in effetti sarebbe la soluzione migliore rispetto a quelle più pasticciate che si stavano facendo strada in parlamento. I due quindi potrebbero procedere affiancati anche per anticipare la data delle elezioni:

Staccare la spina al gabinetto Gentiloni, per esempio. O evitare l’esercizio provvisorio. L’idea — spiegata ieri dall’Huffington post — di anticipare la legge di Stabilità potrebbe essere percorribile, visto che ci sono due precedenti: quello dell’ultimo governo Berlusconi e quello dell’unico governo Monti. Ma in questo caso servirebbe un’intesa nella maggioranza tra il Pd e i centristi, che per ora sono stati tenuti ai margini della trattativa sulla legge elettorale.
Senza dimenticare i voti a scrutinio segreto sulla riforma, che potrebbero cambiare radicalmente i connotati al «tedesco», passasse un solo emendamento. Uno scherzetto del genere al Senato e salterebbe la tempistica per l’approvazione della legge. E quei parlamentari che si sentono potenzialmente dei «trombati», anche nel Pd e in Forza Italia, potrebbero essere tentati…

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