Politica

Patrizia Baffi: come la renziana è diventata presidente della Commissione d’inchiesta su COVID-19 in Lombardia

L’unica consigliera lombarda di Italia Viva è stata eletta oggi con i voti della maggioranza. Ma il PD la accusa: “La minoranza aveva votato con il 95% dei voti Jacopo Scandella (PD) in tutti i precedenti tentativi. Baffi riceve unicamente il suo voto come minoranza e 47 dalla maggioranza. Oggi abbandoniamo l’aula e a questo punto è necessario scendere in piazza”

patrizia baffi italia viva commissione d'inchiesta covid-19 regione lombardia

Patrizia Baffi, codognese e consigliere lombarda di Italia Viva, è stata eletta presidente della commissione d’inchiesta su COVID-19 della Regione Lombardia. I candidati erano quattro candidati, mentre 20 erano i commissari votanti con Baffi a cui sono andati 46 voti, mentre a Jacopo Scandella del Partito Democratico (ma appoggiato anche dal MoVimento 5 Stelle) ne sono andati 28, seguito da Michele Usuelli (+Europa) con tre voti e 2 schede nulle.

Patrizia Baffi: come la renziana è diventata presidente della Commissione d’inchiesta su COVID-19 in Lombardia

Pietro Bussolati, consigliere regionale del PD in Lombardia, ha pubblicato un post su Facebook in cui mette in relazione l’elezione di Baffi con la visita di Salvini ieri al Consiglio Regionale della Lombardia e soprattutto annuncia una discesa in piazza contro il dinamico duo Gallera & Fontana: “La minoranza aveva votato con il 95% dei voti Jacopo Scandella (PD) in tutti i precedenti tentativi. Baffi riceve unicamente il suo voto come minoranza e 47 dalla maggioranza. Oggi abbandoniamo l’aula e a questo punto è necessario scendere in piazza, perché oltre all’arroganza degli errori c’è la paura di scoprire le gravi responsabilità politiche di Attilio Fontana su questa vicenda. Continueremo a cercare le loro responsabilità politiche, andando oltre la paura della maggioranza, oltre la disposizioni di una commissione di inchiesta addomesticata”.

pietro bussolati

Il 4 maggio scorso Baffi era finita sulla graticola perché l’unica rappresentante renziana nell’assemblea lombarda non aveva partecipato al voto di sfiducia nei confronti dell’assessore alla Sanità Giulio Gallera e si era smarcata dal Partito Democratico. C’è da segnalare che al voto non aveva partecipato anche Usuelli, candidato scartato come Scandella alla presidenza della commissione d’inchiesta. Repubblica ha raccontato che la mozione presentata dal capogruppo del Pd al Pirellone, Fabio Pizzul, chiedeva inizialmente l’azzeramento dei vertici politici e di quelli tecnici della Regione. Poi il testo è stato corretto dai promotori con la sola richiesta di dimissioni dei vertici politici. Una correzione che non era bastata però a convincere qualche consigliere regionale del centrodestra a votare con l’opposizione in Lombardia.

E’ stato a quel punto che Patrizia Baffi di Italia viva ha rotto gli indugi e ha annunciato: “Non parteciperò al voto perché ritengo questa mozione un atto inopportuno in questo momento, sia nel merito che dal punto di vista politico”. Salvo aggiungere subito dopo: “Se ci saranno responsabilità andranno valutate dopo questa fase, in un quadro chiaro e complessivo. Votare in questo momento sarebbe come voler anticipare l’esito di una commissione che sta per iniziare il suo lavoro e la cui importanza rischia di essere banalizzata con una mozione che di fatto ne disconosce il valore arrivando a delle conclusioni”.

All’epoca, ha raccontato il Fatto, il leghista Emanuele Monti, presidente della Commissione Sanità al Pirellone, le aveva proposto di candidarsi a presidente della Commissione d’inchiesta: “Perché non lo fai tu? Noi siamo pronti a votarti”.

EDIT ORE 16,37: Il renzianissimo Ettore Rosato pubblica un tweet in cui invita la Baffi a dimettersi perché il PD “impone scelte nette”. Qualunque cosa ciò voglia dire.

Leggi anche: Don Gianluca Loda: il TSO per il parroco elogiato da Salvini