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Perché i clienti vengono schedati dai parrucchieri e dai barbieri

Chi oggi è andato dal barbiere o dal parrucchiere dopo la riapertura della fase 2 dell’emergenza Coronavirus si è sentito chiedere il nome e il cognome prima o dopo il servizio. Perché?

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Chi oggi è andato dal barbiere o dal parrucchiere dopo la riapertura della fase 2 dell’emergenza Coronavirus si è sentito chiedere il nome e il cognome prima o dopo il servizio. Questo succede anche nei centri estetici e succederà ai gestori di palestre e piscine. Perché?

Perché bisogna lasciare nome e cognome dal parrucchiere o dal barbiere

Il motivo è semplice: secondo le regole i barbieri e i parrucchieri dovranno ricevere solo su prenotazione e tenere un registro dei clienti che nel Lazio deve essere conservato per 30 giorni (in altre regioni 14). Questo perché se si scoprisse successivamente che una persona positiva a SARS-COV-2 e/o malata di COVID-19 fosse andata nel negozio, sarebbe così più semplice poter ritrovare e quindi sottoporre a indagine epidemiologica chi si trovava in quello stesso giorno e nei successivi nell’esercizio.

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Le nuove regole per parrucchieri ed estetisti (Il Messaggero, 17 maggio 2020)

Per quanto riguarda invece le regole, la distanza è sempre di un metro ma il Lazio consiglia 150 centimetri fra le postazioni per maggiore protezione personale. Consigliata ma non obbligatoria la visiera mentre è necessario sempre avere la mascherina sia per gli operatori che per i clienti tranne quando si fanno curare la barba. Anche per i centri estetici le regole sono molto severe. Innanzitutto gli operatori dovranno indossare visiere, mascherine professionali FFP2 senza valvola, guanti e calzari monouso. Obbligatorio anche l’uso di camici monouso e il cambio della divisa a ogni turno. Ai clienti, ove possibile, dovrebbero essere riservati solo materiali monouso: dagli asciugamani alle ciabattine. I clienti dovranno leggere le regole di sicurezza ben visibili nel locale.

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