Rassegna Stampa

Parla Di Battista: “Sapevo di Draghi da agosto”

L’ex deputato pentastellato non risparmia critiche a nessuno. Dice che il suo M5S non esiste più, spiega l’offerta ricevuta da Conte in caso di un suo governo “ter” e di come era venuto a conoscenza, in anticipo, della crisi dell’esecutivo precedente

Di Battista

Stanis La Rochelle, personaggio nella storica serie tv “Boris”, diceva: “I toscani hanno devastato questo Paese“. Alessandro Di Battista sembra voler emulare quella frase cult dicendo che la “pax draghiana ha distrutto la politica”. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle parla a ruota libera della situazione italiana con un’intervista – in occasione del lancio del suo ultimo libro – rilasciata a Il Fatto Quotidiano. E non risparmia critiche a nessuno. Come al solito.

Parla Di Battista: “Sapevo di Draghi da agosto”

La sua posizione nei confronti di Mario Draghi è ben nota e mai celata. E se il passato dell’attuale Presidente del Consiglio è stato il primo grimaldello che ha aperto il vaso di Pandora delle critiche, anche quel che hanno fatto molti (quasi tutti) i partiti è oggetto di una valutazione negativa da parte dell’ex deputato del Movimento 5 Stelle.

“Questo governo ha accumulato un ritardo colossale sui ristori e soprattutto non si parla più di politica. La pax draghiana l’ha distrutta”.

Insomma, le larghissime intese che hanno portato alla formazione di questo esecutivo non sono apprezzate dall’ex parlamentare pentastellato. E i principali attacchi sono rivolti proprio al Movimento 5 Stelle diventato, a tutti gli effetti, un vero e proprio partito. Si dice ancora stupito dalla dichiarazione di Beppe Grillo che definì – dopo il suo incontro – Mario Draghi un “grillino“.

Ma tra i passaggi più interessanti della sua intervista a il Fatto Quotidiano ci sono almeno due retroscena. Il primo riguarda “l’offerta” del ministero delle Politiche giovanili per un eventuale Conte-ter. Alessandro Di Battista aveva accettato questa possibilità, poi la storia ha portato la situazione istituzionale del Paese verso altre strade e in altre mani. Quelle di Mario Draghi, il cui nome circolava tra le fonti istituzionali – come racconta l’ex deputato M5S – nell’agosto del 2020. Perché la crisi era nell’aria.

“Fu Luigi Di Maio a dirmi, a fine novembre 2020, che la crisi del governo Conte ci sarebbe stata. Fu lui a dirmi che Renzi non si sarebbe fermato”.

Insomma, la situazione era nota a tutti già mesi prima dell’effettiva crisi.