Opinioni

Paolo Berdini: chi l'ha presa sui denti?

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«Cioè, l’hanno presa sui denti, ragazzi. Si devono imparare che questa città va rispettata»: il linguaggio da squatter dell’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini certifica quale sia l’atteggiamento della Giunta Raggi nei confronti di chi vuole investire a Roma. Ma il punto non è tanto questo, quanto il fatto che Berdini, dopo la diffusione della sua frase pronunciata durante un’assemblea dell’VIII Municipio, abbia tentato con una nota di smentire di aver detto la frase:

“Ieri ho partecipato ad un’assemblea nel VIII Municipio dove si sono affrontati i temi dell’emergenza abitativa e degli sfratti. Non si è accennato minimamente all’argomento stadio della Roma nè quantomeno avrei pronunciato un’unica parola sul tema”. Così in una nota l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Paolo Berdini.

Trovando subito il Messaggero pronto a pubblicare l’audio e quindi a confermare che Berdini o non ricorda quello che dice o è uno che mente all’opinione pubblica, probabilmente pensando che gli altri siano scesi l’altroieri dalla Montagna del Sapone:

E mentre si certifica che questa caratteristica – la tendenza a mentire all’opinione pubblica – è evidentemente condizione necessaria e forse persino sufficiente per fare l’assessore a Roma (il caso Muraro lo insegna), sarebbe curioso sapere, se Berdini si riferisce alla Conferenza dei Servizi come pare ovvio, chi abbia “preso sui denti” cosa di preciso e come si coniughino le sue affermazioni con quanto detto da Fabio Fucci, vicesindaco della Città Metropolitana – «Siamo consapevoli dell’importanza dell’investimento e della portata dell’infrastruttura. Non possiamo prescindere pero’, da una valutazione tecnica che tenga conto non solo delle normative vigenti, ma anche degli interessi della collettivita’. Tengo a sottolineare che al diniego, abbiamo dato soluzioni per superarlo» – e con quanto affermato dal Comune: “Riserve sono state espresse sui livelli di sicurezza stradale, veicolare e pedonale nella consapevolezza che ci sono trenta giorni per intervenire. C’è una lista di temi da affrontare nel periodo di sospensione; ci sono tutti i margini per concludere positivamente la procedura“. Evidentemente qui qualcuno mente.

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