La macchina del funky

Paola Pinna, dal MoVimento 5 Stelle a Scelta Civica

Paola Pinna è l’ex onorevole del MoVimento 5 Stelle che era stata espulsa con Massimo Artini per non aver rendicontato correttamente sul sito dei 5 Stelle la restituzione degli emolumenti: prima dell’addio aveva polemizzato spesso con i vertici grillini, arrivando a chiamarli “psicopolizia”. Ieri ha annunciato sulla sua pagina Facebook di essere passata a Scelta Civica:
paola pinna scelta civica

Niente di ancora ufficiale ma l’ipotesi di cui si sta parlando è reale. A oggi, senza un gruppo parlamentare alle spalle, non sarebbe possibile per me raggiungere ciò che è sempre stato il mio unico obiettivo: lavorare per i sardi e per la Sardegna.

La Pinna quindi dovrebbe passare a sostenere la maggioranza di governo e Matteo Renzi, dopo che, prima dell’elezione di Mattarella, aveva accusato Rizzetto e alcuni altri fuoriusciti di volersi «vendere» in un’intervista “rubata” e pubblicata da Servizio Pubblico:

E la sua decisione non sembra essere stata presa benissimo dagli iscritti alla sua pagina fan:
paola pinna scelta civica 12
Ma quello che più colpisce è ciò che scrive Vittorio Bertola, consigliere grillino a Torino da qualche tempo piuttosto critico nei confronti dei vertici piemontesi e nazionali:

Trovo sbagliato e inaccettabile che un deputato eletto al grido di “tutti a casa”, ancorché abbia lasciato il M5S per espulsione e non per scelta, dopo soli due anni passi alla maggioranza di governo: un conto è stare nel gruppo misto di opposizione e portare comunque avanti il programma per cui si è stati eletti, un altro è aderire a un partito della maggioranza e fare l’opposto di quanto promesso agli elettori.
Allo stesso tempo, le grida di sdegno moralista di molti suoi ex colleghi e sostenitori, quelli che hanno voluto e votato la sua espulsione, mi ricordano quei mariti che si sposano, poi cominciano a litigare con la moglie per gelosia e mancanza di fiducia, e infine a forza di liti e paranoie la buttano fuori di casa e chiedono il divorzio; e poi dopo il divorzio, quando lei si risposa con un altro, cominciano a urlare: “vergognati, visto che avevo ragione io? hai un altro, è la prova che sei sempre stata una puttana!”. In realtà l’ordine logico delle cose è l’opposto: se non si voleva che lei si risposasse con un altro, bastava non buttarla fuori di casa.