Cultura e scienze

Per quanto ancora dovremo vedere la vergogna di Panzironi da Barbara D’Urso?

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Come annunciato qualche giorno fa anche ieri sera Adriano Panzironi era ospite da Barbara D’UrsoLive – Non è la D’Urso. Gli autori del programma e la conduttrice di Canale 5 hanno deciso di promuovere il guru del “metodo” Life 120 in prima serata, nel segmento iniziale dello show. Ce n’era il bisogno? No, perché questa è la terza puntata che la D’Urso dedica al giornalista (sospeso dall’ordine) che promette ai suoi clienti/seguaci di vivere fino a 120 anni grazie ad una dieta da lui inventata e alla vendita di particolari integratori.

Perché Panzironi non dovrebbe andare in televisione

Su Panzironi anche la D’Urso ormai ha detto tutto. Ha parlato del grande convegno all’EUR, del film e dei libri. Questa volta non lo ha fatto entrare in studio con il tomo gigante sul “Life 120” e se ne è pure vantata. Peccato che nell’anteprima del programma al suo arrivo a Canale 5 Panzironi avesse bene in vista il suo librone di ricette salvavita. Il programma è andato avanti come al solito: ci sono gli “analisti” che contestano Panzironi e ci sono le “testimonianze” degli angeli del Life 120 che raccontano delle miracolose guarigioni.

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E ovviamente c’è lui, quello che ha preso una multa dall’AgCom e una dall’AntiTrust e che misteriosamente continua ad essere invitato in televisione la domenica sera. Di misterioso c’è ben poco: a Panzironi fare per una mezz’oretta il punching ball per opinionisti e critici della sua dieta conviene, perché ci guadagna in termini di esposizione mediatica. Anche se viene ridicolizzato e le sue affermazioni vengono “smontate” in diretta, per qualcuno che è disposto a credere che davvero si possa vivere fino a 120 prendendo integratori a base di spezie il messaggio che passa è che c’è un uomo coraggioso che lotta contro le “istituzioni” (che non sono rappresentate dalla D’Urso) e contro i poteri forti per cercare di salvare la vita delle persone.

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Bene o male purché se ne parli, questa in sostanza la ragione per cui Panzironi va in televisione. E per un malinteso senso della “par condicio” la D’Urso invita tanti “testimoni” quanti sono gli analisti (personaggi come una “velona” o Vladimir Luxuria) di modo che lo spettatore sia messo davanti ad un numero pari di favorevoli e di contrari. Quasi che il verdetto televisivo su Panzironi sia sempre democraticamente equanime. Ma non è questo il modo di fare informazione. E va ricordato che quando Panzironi andava in onda su reti televisive locali l’AgCom era intervenuta sulla diffusione di informazioni ingannevoli (a riguardo degli asseriti “effetti terapeutici”) sugli integratori “Life 120” e la promozione occulta degli stessi integratori.  Non sta certo alla D’Urso dire se Panzironi sia un truffatore o altro. Quello lo stabiliranno eventualmente i tribunali qualora dovesse essere aperta un’inchiesta giudiziaria. La D’Urso però non può non essere consapevole del fatto che invitare Panzironi nella sua trasmissione sia un modo per sdoganarlo presso il grande pubblico e aprirgli le porte delle televisioni nazionali. Panzironi sta diventando un “fenomeno” che fa ascolti. Ma non tutto può essere sacrificato sull’altare dello share.

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