Economia

Pace fiscale, la prima scadenza

Le prime comunicazioni delle Entrate sono arrivate la scorsa settimana. Linguaggio formale ma chiaro

pace fiscale

Domani, martedì 13 novembre, per la pace fiscale c’è la prima scadenza da “dentro o fuori”, cui seguirà quella di venerdì 23 novembre. Sono le date entro le quali è chiamato alla cassa chi, entro il 24 ottobre scorso, rispettivamente ha sottoscritto ma non perfezionato un’adesione all’accertamento oppure si è visto notificare un avviso di accertamento o un avviso di rettifica non ancora impugnato e impugnabile. Il Sole 24 Ore oggi però avverte che tra gli emendamenti presentati in Commissione Finanze spunta l’ipotesi di un allungamento dei termini. I contribuenti hanno comunque ricevuto le prime comunicazioni delle Entrate che informano sulla possibilità di definire gli atti versando l’imposta senza sanzioni e interessi

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La Lega propone di consentire i pagamenti fino al 20 dicembre: di fatto, una riammissione per chi dovesse saltare le due scadenze ravvicinate. Il Movimento 5 Stelle, invece, punta ad estendere la pace fiscale agli atti notificati anche dopo il 24 ottobre, fino alla conversione del decreto. A fronte di questa apertura, però, per scongiurare la “fuga dalle rate” paventata dalla Corte dei conti, il M5s chiede anche di far sì che la definizione agevolata vada a buon fine, in caso di pagamento dilazionato, solo se si salda almeno metà delle rate.

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