Economia

Otto per mille, il crollo della Chiesa

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chiesa valdese otto per mille 1

Due milioni di persone in meno hanno deciso di dare l’otto per mille alla Chiesa cattolica negli ultimi sette anni. È calata però complessivamente anche la quota di contribuenti che hanno espresso una scelta in dichiarazione dei redditi e questo fatto, insieme all’aumento dell’importo assoluto dell’otto per mille,ha permesso alla Cei di non risentire dal punto di vista finanziario almeno per quest’anno – del calo delle preferenze. Il Messaggero oggi spiega che i dati aggiornati sulla ripartizione delle somme prelevate dall’Irpef sono stati resi noti in questi giorni dal Dipartimento delle Finanze:

In particolare è previsto che in ciascun anno vengano ripartiti gli importi relativi alle dichiarazioni di tre anni prima, le quali a loro volta si riferiscono al periodo d’imposta precedente. Così quest’anno sono state distribuite le somme relative ai redditi del 2015, che ammontano complessivamente a 1,4 miliardi. Su un totale di circa 40,8 milioni di contribuenti, poco più del 43 per cento ha espresso una preferenza mentre le scelte non espresse valgono circa il 56,5.

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Otto per mille, i destinatari (Il Messaggero, 15 luglio 2019)

La Chiesa cattolica fa sempre la parte del leone, con 14 milioni di contribuenti che hanno espresso questa indicazione. Un numero che corrisponde al 35,3 per cento dei contribuenti e al 79,9 delle scelte espresse. La differenza tra le due percentuali è importante perché la Cei, a differenza di quanto fanno altre confessioni, ha scelto di ricevere anche l’Irpef dei contribuenti che non hanno espresso preferenze, la quale viene ugualmente ripartita in base alle indicazioni effettivamente date. Ecco quindi che alla Chiesa cattolica andranno oltre 1,1 miliardi, contro i quasi 200 milioni dello Stato, i 43 dei valdesi e gli importi via via più modesti che andranno alle altre confessioni.

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