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La caccia all'orso M49 a Trento

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orso m49

È partita la caccia all’orso M49. Nella provincia autonoma di Trento M49 è considerato un nemico pubblico numero 1, visto che “ha fatto una strage di capi anche giovedì notte sul nostro territori ed è una minaccia anche sotto il profilo dell’incolumità pubblica”, ha detto il presidente degli allevatori della Valle del Chiese, Antonello Ferrari: per questo il presidente Maurizio Fugatti ha dato l’annuncio: «La nostra pazienza è finita, questo esemplare è troppo pericoloso. Va rimosso dalla circolazione» ha dichiarato ieri il governatore, a margine della riunione di giunta svoltasi nella splendida cornice di Castel Stenico.

La caccia all’orso M49 a Trento

A Trento hanno avuto già il loro bel daffare all’epoca dell’orsa Daniza ma evidentemente non bastava la rivolta dell’epoca: da qualche settimana è infatti partito il rimpallo delle responsabilità sull’animale. Nel maggio scorso la provincia ha fatto notare che era necessario fermarlo: a M49, che era già stato catturato e radiocollarato nell’agosto del 2018, sarebbero da imputare circa il 50% dei danni da orso rilevati nel 2019 in Trentino. I danni che avrebbe invece causato nel 2018 – consistenti in numerose predazioni di bovini, equini ovi-caprini, suini e avicunicoli e i tentativi di penetrazione in caseifici e stalle di malghe nell’area Rendena-Giudicarie – sono di oltre 31.200 euro. Una somma che corrisponde al 38% del totale di indennizzi dell’anno scorso. Le azioni di dissuasione intraprese, avevano fatto sapere dalla Provincia, non hanno portato ad una diminuzione della tendenza a provocare danni, anzi, l’attività di monitoraggio intensivo ha evidenziato la grande difficoltà dell’intervenire in modo tempestivo ed efficace sul comportamento dell’animale. Per questo è meglio catturarlo e renderlo inoffensivo, sostiene la politica locale.

m49 orso

Negli ultimi giorni M49 ha sbranato una mucca e tre pecore, dopo aver fatto fuori due asini di cui una gravida.

Questa volta si è avvicinato molto a ridosso delle stalle a dimostrazione che l’orso non ha paura. M49 infatti ha abbattuto il recinto elettrificato entrando nella stalla e dopo aver trascinato fuori la mucca più bella l’ha uccisa. Pare che nella notte l’orso M49 abbia creato scompiglio anche presso altre stalle, gli animali sbranati quindi potrebbero essere di più.

L’orso M49 e il ministro Costa

Insomma, è un problema costoso, sì, ma non per le persone finora. Dall’altra parte però c’è la politica nazionale che della questione non è per niente convinta. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha stoppato il presidente della Provincia autonoma di Trento facendo notare che Fugatti è andato troppo in là:

Il presidente della provincia di Trento ha dato ordine di catturare l’orso m49 ma non può farlo.
M49 è da tempo attenzionato e l’Ispra, interpellato dal Mattm, ha sempre e costantemente prodotto pareri e relazioni, debitamente comunicate alla provincia autonoma di Trento, e nelle prossime ore, presumibilmente già domani, ce ne sarà una aggiornata e sollecitata da quanto emerso nell’ultimo Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.
In quel contesto le istituzioni locali avrebbero provato che l’orso potrebbe essere pericoloso per la pubblica incolumità perchè eccessivamente confidente. Fino ad oggi lo è stato sì, ma non con l’uomo, sebbene si sia avvicinato e sia entrato, in cerca di cibo, in strutture come una stalla e una casa estiva in quel momento non abitata. E’ una differenza sostanziale: perchè se l’orso è considerato dannoso, cioè che provoca dei danni, risarcibili, non ne è prevista la cattura. Se è pericoloso, invece sì.
La decisione da prendere sta tutta in questa domanda a cui sono i tecnici specializzati e quindi l’Ispra, che devono dare una risposta: l’orso è pericoloso per l’uomo? Si avvicinerebbe a una casa abitata? A una scuola, a un gruppo di persone in gita?

Il presidente della provincia di Trento vorrebbe catturare oggi M49 – e mai e poi mai si parla di abbattimento, spiega Costa – per farlo vivere in cattività, in uno spazio grande ma recintato e continuamente monitorato. “Ma ribadiamo che non può e non deve farlo senza una deliberazione del prefetto per motivi di sicurezza pubblica o dopo una precisa analisi dell’ispra, il cui ruolo è fondamentale”, conclude il ministro. Nel frattempo c’è una petizione su Change.org: riuscirà a salvare l’orso?

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