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L'orso M49 è stato catturato di nuovo

neXt quotidiano|

M49, l’orso ormai soprannominato Papillon per la sua capacità di scappare per ben due volte dal recinto del Casteller è stato catturato

L’orso M49 è stato catturato di nuovo

Lo rende noto il Corpo forestale del Trentino precisando che l’operazione è stata portata a termine nella zona del Lagorai, dove M49 si trovava nell’ultimo periodo, mediante una trappola a tubo già utilizzata in passato per lo stesso esemplare.

orso m49 gabbia fuga casteller 1

Il radiocollare di M49 era stato trovato nei boschi il 22 agosto. Fin dalla sua fuga dal recinto del Casteller, l’animale era sempre stato monitorato attraverso il collare dotato di sistema di geolocalizzazione. A partire dal 16 agosto l’orso si era spostato in zona Passo 5 croci – Val Cion, dove le trasmissioni gsm del collare risentono pesantemente della scarsa copertura telefonica. L’orso M49 la notte del 27 luglio scorso è riuscito a scappare per la seconda volta dal centro faunistico del Casteller nella periferia di Trento. Il plantigrado ha superato la barriera distruggendo la rete elettrosaldata piegando l’inferriata dello spessore di 12 millimetri fino a ricavarne un’apertura sufficiente per scivolare all’esterno. La sua permanenza sotto gli occhi delle telecamere del centro faunistico è durata 90 giorni esatti. Nei primi giorni si era rifugiato tra i boschi della Marzola, la montagna che si trova tra il capoluogo trentino e la Valsugana. In Trentino gli orsi sono attualmente quasi un centinaio, tra essi anche l’orsa ‘JJ2’ che due mesi fa (20 giugno) aveva aggredito e ferito padre e figlio in Val di Non.

orso m49 catturato

La storia di M49 era iniziata in una notte d’estate dello scorso anno, quella tra domenica 14 e lunedì 15 luglio. Catturato dal personale del Corpo Forestale Trentino mediante trappole tra i boschi di Val San Valentino in Val Rendena, l’orso era stato portato al Casteler. Dopo essere stato rinchiuso, attorno alle ore 3 della notte, tolto il radiocollare da parte degli addetti, M49 dopo circa due ore riuscì a fuggire scavalcando la recinzione elettrificata da 7.000 volt certificata dal ministero e dall’Ispra. Per diverse settimane era stato individuato dalle fototrappole sulla Marzola. Il governatore trentino Maurizio Fugatti era intervenuto con l’ordinanza che prevedeva anche l’abbattimento nel caso di pericolosità per l’uomo. Immediate erano state le polemiche con gli animalisti sul piede di guerra che avevano chiesto l’intervento anche del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Col trascorrere dei giorni gli avvistamenti dell’orso M49 diventavano sempre più rari. Un anno fa i suoi spostamenti, seppur silenziosi perche’ non lasciavano particolari tracce di pasti, iniziavano a farsi più frequenti, dalla Vigolana alla valle di Cembra fino all’Alto Adige. La vigilia di Ferragosto di un anno fa alcuni cacciatori di Faedo avevano segnalato ai forestali altoatesini orme di orso nel fango.

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